Cellara, il calore e la magia del presepe vivente!

Due mesi di preparazione e di faticoso lavoro, oltre cento i figu-ranti, circa quaranta gli “autori” nel retroscena, centinaia i visitatori, due le serate, il 29 e il 30 dicembre 2012. Questi i numeri principali della seconda edizione del Prese-pe Vivente di Cellara, targato Ora-torio “Don Teofanio Pedretti” e Parrocchia “San Pietro Apostolo”. Il progetto è stato patrocinato dal Comune di Cellara e dalla Provin-cia di Cosenza, raggiungendo risultati ancora più soddisfacenti rispetto alla già ottima prima edi-zione. Anche l’ormai scorso anno l’Oratorio e la popolazione cellare-se hanno accolto con tanta volon-tà l’iniziativa tramandata sin dal 1223 da San Francesco d’Assisi.
L’idea è nata in uno degli incontri settimanali dei ragazzi dell’Oratorio, al termine dell’estate 2011. Il desiderio era quello di creare un momento di comunione e condivisione, di emozione e gio-ia che solo le umili tradizioni san-no offrire, e naturalmente di ridare vita al centro storico del paese.
In quelle due serate il borgo ha rivissuto la storia, la pace, la spe-ranza che ogni anno viene ridona-ta dalla nascita di Nostro Signore Gesù Cristo. Nei vicoli sono ricom-parsi i mestieri di un tempo: dalle lavandaie vicino al ruscello che
fanno la “lissia”, il lavaggio degli indumenti con la cenere, all’impagliatrice di sedie; dal calzo-laio con gli strumenti di un tempo ai falegnami con i loro pochi e umili arnesi; e ancora, le tessitrici, il fornaio, lo scalpellino, l’armiere, le venditrici di oro, la cartomante, i fabbri, il maniscalco, i taglialegna, i pescatori, i pastori, l’incantatore di serpenti, la famiglia, i viandanti e le tre locande: “I tre merli”, ”Il corvo bianco” e ”Cesarea”. Come per le altre scene, una scrupolosa atten-zione è stata riservata anche per le
scene principali: i Re Magi, i solda-ti, il Censore, la Corte di Erode con la sua matrona e le odalische, il mercato, dove vi era la vendita di frutta, verdura, spezie, pesci, stof-fe, tappeti e la lavorazione dei vasi, e, ovviamente, non meno impor-tante, la Sacra Famiglia. Quest’ultima, come la scorsa edi-zione, è stata interpretata da una delle famiglie cellaresi più giovani, allietata negli ultimi dodici mesi dalla nascita di un bimbo: due anni fa era toccato alla famiglia di Giada e Santo Perri con il piccolo Gioele, l’anno scorso a quella di Elisabeth ed Egidio Orlando con il loro Nino, assistiti dal calore del bue e dell’asinello.
Nell’ultima edizione si è scelto di dare maggiore attenzione e cura alla scenografia: gli uomini hanno curato ancor più dell’anno prece-dente l’allestimento del percorso, creando un ingresso stile castello, il ruscello (già menzionato) e rinno-vando la capanna; le donne hanno ricucito tutti i vestiti e i copricapo, dando particolare attenzione ai dettagli dei vestiti della Sacra Fami-glia, dei Re Magi, dei soldati e del Censore, e hanno rinnovato i ten-daggi.
Per i cellaresi e per tutti gli abitanti dei paesi limitrofi, il presepe vivente di Cellara sta divenendo un evento atteso vivamente, una forte attratti-va, dove i visitatori si ritrovano cata-pultati in un paesaggio incantato, in un’atmosfera colma di stupore, di meraviglia, di felicità.
Si sta già pensando alla terza edi-zione, che molto probabilmente si svolgerà tra Natale e Capodanno, e già si pensa alle prime novità, che naturalmente scoprirete solo ve-nendo a visitarlo.
Appuntamento, quindi, alla prossi-ma edizione!

Domenico Spadafora.
presepe 2013

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