Il museo all’aperto di Cosenza

Quante volte ci è capitato di passeggiare nella centralissima Corso Mazzi-ni e scorgere le numerose opere che si susseguono nel cuore della città? In quel magnifico tratto, tra Piazza Bilotti e Piazza dei Bruzi, meravigliose opere si mostrano in tutta la loro bellezza. Stiamo parlando proprio del Museo all’aperto di Cosenza, una galleria d’arte “en plein air” che racco-glie diverse sculture di rinomati artisti internazionali. Le sculture sono state donate da un facoltoso collezionista, Carlo Bilotti, fortemente attac-cato alle sue origini. In quello straordinario percorso pedonale è possibi-le ammirare: Il Cardinale di Giacomo Manzù, Ettore e Andromaca, il Metafisico e i due Archeologi di Giorgio de Chirico, i Bronzi di Sasha So-sno, la Grande Bagnante di Emilio Greco, San Giorgio e il drago di Salva-dor Dalì, il Lupo della Sila di Mimmo Rotella e infine la Bifrontale di Pietro Consagra.
Tra le più suggestive e di grande impatto emotivo è sicuramente la scul-tura di Ettore e Andromaca. In essa si concentra un’emozionalità unica dovuta al forte dolore vissuto dai due amanti al momento del distacco.
Ogni scultura è posta su un piedistallo luminoso in plexiglas. Al piedistal-lo è associato un sistema elettronico in grado di riprodurre musica stru-mentale o un’introduzione al museo.
mab
Questo museo all’aperto offre ai visitatori la possibilità di soffermarsi a osservare le magnifiche opere in completa libertà. Infatti esso è fruibile in ogni momento della giornata, anche di notte, e la visita è completamen-te gratuita evitando inoltre le estenuanti file, che solitamente ci sono nei musei. L’originalità di questo progetto però non è stata valorizzata come avrebbe invece meritato, sia da parte delle istituzioni, che non hanno promosso abbastanza questa realtà unica nel Sud Italia, e sia da parte dei cittadini, che ignorano completamente il valore e l’importanza di quello che hanno davanti ai loro occhi.
Valorizzare nel modo più appropriato tesori e bellezze come il MAB (Museo all’Aperto Bilotti) potrebbe essere sicuramente un passo decisivo per esaltare la nostra terra. Imparare a conoscerla ed essere fieri delle meraviglie che possediamo ci permetterebbe di far apprezzare le bellez-ze della Calabria, facendo uscire così la nostra Regione da quell’isolamento economico e sociale in cui si trova, ormai da secoli.

Giusy Cundari

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