Otto Marzo

L’8 marzo è la data in cui si festeggiano le conquiste politiche e sociali delle don-ne. Peccato che la festa della donna al giorno d’oggi sia diventata un evento legato al consumismo, che ha perso di vista il vero motivo dei festeggiamenti.
In realtà, in questa giornata, sarebbe il caso di far tornare alla memoria la rivolta portata avanti da moltissime donne americane all’inizio del XX secolo, che riven-dicarono e infine ottennero il diritto di voto. Bisognerebbe tener vivo il ricordo di tutte quelle donne che hanno perso la vita scioperando, come le oltre 100 impie-gate della “Cotton”, industria tessile statunitense, che vennero intrappolate nell’edificio, in cui lavoravano, e uccise dal divamparsi di un incendio.
Sarà dopo la I guerra mondiale che si arriverà proprio all’indizione della festa ufficiale della donna, nel giorno dell’8 marzo, per l’esattezza: “La giornata inter-nazionale dell’operaia”.
Le lotte portate avanti dalle donne continuarono nel dopo guerra. In Italia, tro-varono ascolto nella nuova Costituzione Italiana, che prevede alcune disposizio-ni in favore della parità dei sessi. Nel corso del secolo scorso, la donna italiana assume importanza in campo professionale: viene creato, a tal proposito, il corpo di polizia femminile. Ma iniziano soprattutto a prendere parte alla vita politica: nel 1976, per la prima volta, una donna viene eletta ministro, si tratta di Tina Anselmi, seguita, nel 1979, da Nilde Jotti, che venne eletta Presidente della Ca-mera dei Deputati. Negli anni ottanta venne creato il programma “Azioni positi-ve” volto a favorire l’inserimento della donna nel campo lavorativo.
Nonostante tali conquiste, però, la parità sostanziale di trattamento tra uomini e donne resta ancora una chimera. E’ per questo che le battaglie femminili si sus-seguono senza soluzione di continuità, tenendo viva la speranza che quella chi-mera diventi prima o poi normale quotidianità.
Anche quest’anno le iniziative delle donne, di rivendicazione del proprio ruolo sociale, sono migliaia. L’ultimo esempio si è realizzato nel giorno di San Valenti-no: è stata un’occasione per mescolare i festeggiamenti dell’amore con una ma-nifestazione che ha interessato l’Italia, l’India, l’Afghanistan, l’Angola e gli Stati Uniti, dove molte donne riunitesi nelle piazze hanno danzato per dire no alla violenza.
Battaglie e conquiste delle donne però, troppo spesso, si dimostrano inconsi-stenti davanti alla prepotenza del maschilismo e alla forza inarrestabile dei suoi abusi.
Per queste ragioni, l’8 marzo deve diventare circostanza per dare alle donne la forza di non arrendersi, anzi, di portare avanti con decisione lotte che conduca-no a sempre maggiori e decisive conquiste.

Francesca Nicoletti

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