La vista attraverso il cuore

La persona cieca ha una percezione ottica molto ridotta o nulla, ma questo handicap non influisce sulla sua intelli-genza, anzi, affina gli altri sensi come il tatto, l’udito ed aumenta la sensibilità. Si può nascere ciechi, oppure lo si può diventare in seguito a malattie, come ad esempio il diabete, il glaucoma ecc., oppure in seguito a traumi che provocano lesioni all’organo visivo. Immaginate per un secondo di non avere più la vista. Stareste pensando al buio. Sareste colti dalla disperazione, ma la realtà per una persona cieca non è questa. L’oratorio Don T. Pe-dretti ha avuto l’opportunità di cono-scere persone non vedenti, grazie ad un incontro con l’Unione Italiana Cie-chi di Cosenza, organizzato in prima-vera da Carlo e Rosanna Nicoletti. I ragazzi credevano di entrare in con-tatto con una realtà infelice e pensa-vano a quanto fossero fortunati loro che la vista ce l’hanno. Il primo non vedente a cui hanno stretto la mano è stato il presidente dell’associazione, il quale, dopo avere accolto gli ospiti, ha
illustrato tutte le tecniche ed i mezzi che sono di ausilio ai non vedenti per svolgere le normali attività della vita quotidiana. Una persona priva della vista è in grado di far uso del codice braille, leggendo con le dita dei punti-ni in rilievo su carta. La scrittura avvie-ne tramite uno strumento chiamato tavoletta braille, il quale è stato sostitui-to dalla dattilo-braille, una macchina da scrivere che permette di ottenere testi in braille in maniera più rapida. Grazie a tale invenzione è anche possi-bile leggere l’ora sull’orologio e gioca-re a carte. Attraverso l’informatica, i disabili visivi riescono a comunicare; computer con apposite sintesi vocali permettono di leggere il contenuto dello schermo. Conclusa la giornata, i ragazzi dell’oratorio sono tornati a ca-sa con un insegnamento di vita. Le persone non sono perfette, presenta-no difetti, ma dai difetti possono nasce-re cose buone. Le persone cieche con-ducono vite difficili, ma allo stesso tem-po normali come tutti i vedenti. Il vero cieco non è colui privo del senso della vista, bensì colui il quale è cieco alle cose belle della vita, alla sensibilità, al sapere, all’affetto, all’amore verso il prossimo.

Elisa Andrieri
unione ciechi

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