Un sorriso, un aiuto, una speranza!

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Per undici anni a Cosenza, durante la fiera di San Giuseppe, la città si è mobilitata per accogliere i migranti che sopraggiungono in grande quantità: “Fiera inMensa” è stata l’iniziativa che ha insegnato alla città come accogliere chi viene da lontano. Questa esperienza si è dimostrata un vero patrimo-nio di dialogo, servizio, accoglienza, che non va disperso. “Fiera inMensa” è un modo per essere utili ai più bisognosi e da la possibilità di tocca-re con mano una realtà di povertà di cui molti ignorano volutamente l’esistenza. L’iniziativa nasce grazie all’impegno di al-cune associazioni, laiche e cattoliche, della città di Cosenza, che nel 2001 proposero l’idea di accogliere gli ambulanti della fiera di San Giuseppe. A partire dagli anni 90, infatti, la storica fiera cosentina iniziò ad arricchirsi di una consistente presenza multiculturale. Tutta-via gli ambulanti non erano accolti in mo-do adeguato ed “umano”. Molti migranti dormivano per strada, sopra o sotto un cartone, senza la possibilità di soddisfare i bisogni essenziali (mangiare, dormire al caldo, servizi igienici, ecc.). Que-sto problema non riguardava certamente solo il decoro e l’immagine della città: era mancanza di civiltà e cultura dell’accoglienza. Oggi nell’area delle ex officine delle ferro-vie della Calabria tra Via Popilia e Viale G. Mancini, ai mercanti della fiera vengono garantiti dormitori, servizi igienici, assisten-za sanitaria e pasti caldi. Dopo numerosi anni di attività, a causa di disguidi tra gli organizzatori, si è giunti alla scissione in due iniziative distinte che conti-nuano a perseguire le suddette finalità. Nel marzo scorso, i ragazzi dell’Oratorio “Don Teofanio Pedretti”, continuando a collabo-rare con gli organizzatori, hanno preso parte alla nuova “Immensamente fiera” . Questa esperienza offre, a chi vi partecipa,
la possibilità di venire a contatto con altre culture, di imparare e diffondere il culto del-la solidarietà e del confronto tra popoli. E’ importante che, fin dall’età adolescenziale, si coltivino i valori della generosità verso gli altri, del rispetto dell’alterità, per non cade-re nel disprezzo di ciò che appare diverso.

Alessia Cundari &
Maria Nicoletti
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