Cronaca o Spettacolo? Le risposte del Parroco Don Antonello De Luca sul caso della “Madonnina” di Piane Crati, e non solo.

È passato quasi un anno da quella umida sera d’estate quando Piane Crati, già provata da eventi fuori dall’ordinario, viene a conoscenza di qualcosa che ha del soprannaturale: la statua della Madonnina piange!C’è chi già grida al miracolo, chi si rifà a San Tommaso, con un deciso “se non vedo non credo”; c’è chi vorrebbe già veder arrivare i pullman di pellegrini da tutta Italia e chi, invece, accoglie l’accaduto in silenzio e preghiera. Resta comunque il fatto che da quella sera, le notizie, che fuggono come ghepardi, come a voler catturare più prede possibili, da quel paesino, un tempo tranquillo, sono molteplici e contrastanti.Per queste ragioni, Domenica 8 marzo, dopo la consueta celebrazione della Santa Messa nella nostra Chiesa Madre di San Pietro, mi sono fermato un po’ a chiacchierare con Don Antonello De Luca, per cercare di trovare un fil rouge di verità sulla vicenda.

Don Antonello, mi racconti brevemente il perché della collocazione di una Statua raffigurante la Madonna di Medjugorje a Piane Crati.

Era il mese di Giugno del 2013. Cristian Filice, un ragazzo che risiede a Piane Crati insieme alla sua famiglia, affetto da SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), si reca a ritirare i risultati dei suoi ultimi esami: diagnosi negativa, il paziente è destinato all’immobilità. Al suo rientro a casa, Cristian, dedito sempre alla preghiera, mi contatta esprimendomi il desiderio di avere un’immagine Sacra vicino casa sua, di facile accesso per la sua sedia a rotelle. Dapprima, era suo desiderio poter avere una statua raffigurante Papa Giovanni Paolo II, ma la chiesa non permette la venerazione di figure non canonizzate (a quei tempi l’amato Papa non era ancora santo, ndr), per cui la scelta ricadde su una copia della Madonna Regina della Pace, statua che si trova sul Podbrdo, luogo in cui apparve per la prima volta e per i primi tempi. Fu grazie a Cristian e a tanti fedeli, che la statua così arrivò a Piane Crati, dove fu celebrata una Santa Messa in suo onore, al termine della quale venne benedetta, per poi essere collocata nella villetta comunale, in uno spazio di dominio pubblico gentilmente concesso dal Sindaco. Successivamente, nel mese di Settembre, andammo in pellegrinaggio a Medjugorje, con Cristian, dove, il 26 dello stesso mese, davanti ai miei occhi, accadde il miracolo: Cristian si alzò da solo dalla sua carrozzella. È il terzo caso nella storia di guarigione miracolosa dalla SLA: il primo è attribuito alla Madonna di Lourdes, il secondo a Salvo D’Acquisto e il terzo alla Madonna di Medjugorje, primo quindi in quel luogo. Ritornando a parlare della Madonnina, tengo a precisare che, a differenza di quello che vuol far credere qualcuno, non ho mai celebrato messa nella villetta comunale, né mai autorizzato a celebrare altri tipi di funzioni religiose; ho solo voluto radunare i fedeli lì per un’adorazione in occasione del 33esimo Anniversario delle Apparizioni.

Ed ecco che accadde il presunto evento miracoloso: la Madonna piange, o meglio, è quello che si crede sia successo.

Si, per ora è solo un’ipotesi, non si ha la certezza che siano veramente lacrime umane. Il primo evento risale al mese di Luglio del 2014, quando un gruppo di ragazzi, intorno alle 23:30, trovandosi davanti alla statua, si accorge che la madonnina piange. Increduli per ciò che stava accadendo e presi anche dallo spavento, si precipitarono all’abitazione del diacono Albino Venneri per raccontargli ciò che avevano appena visto. Recatosi sul luogo e costatato che il tempo era umido, il diacono cercò di placare gli animi, invitando i ragazzi a pensare che fosse stato solo un caso provocato dalle condizioni atmosferiche del momento. Nei giorni successivi l’evento si ripresentò, al ché il Signor Albino, con una siringa, prelevò le presunte lacrime. L’ultima lacrimazione, dunque, risale al 2 Agosto 2014.

E quelle lacrime prelevate?

Le portai il 7 Settembre dai RIS di Parma. In realtà la Chiesa non poteva fare niente, doveva essere il Comando dei Carabinieri di Aprigliano a sequestrare la statua e a procedere con le indagini. Per vie indirette, e per evitare il sequestro, consegnai personalmente il liquido prelevato al Capitano dei medici dei RIS di Parma, mio caro amico, grazie al quale avremmo potuto ottenere i risultati delle analisi senza alcuna spesa (si parla di 2.000 €). Ciò che sta provocando il ritardo dell’esito è l’impegno che i RIS di Parma hanno con il caso dell’omicidio della giovane Yara Gambirasio ma anche, e soprattutto, la sfiducia nei miei riguardi e l’eccessiva curiosità da parte di alcuni Pianoti. Questi hanno denunciato il mancato arrivo delle lacrime a Parma, rivolgendosi a qualcuno che copre un ruolo importante, il quale si è visto costretto a contattare i RIS, chiedendo spiegazioni. Per questo motivo l’esito delle analisi non si potrà avere fin quando la Chiesa non prenderà provvedimenti diretti e ufficiali, comportando ciò, quindi, un ritardo ed una spesa, a causa proprio della curiosità degli stessi individui che volevano cercare una risposta da sé.

Il percorso quindi inizia a complicarsi ma a creare inutili disturbi e ulteriori malumori ci pensano i “soliti protagonisti” che portano a Piane Crati le telecamere di Barbara D’Urso. Che posizione hanno assunto la Curia e, conseguentemente, la Parrocchia di fronte a questo “geniale spettacolo”?

Partiamo dal fatto che è stata la Diocesi ad essere contattata per prima ed a negare al momento stesso la richiesta da parte degli autori di “Pomeriggio 5” di intervistare Mons. Nunnari, me stesso, e di portare le telecamere nella chiesa di S. Barbara. Come, infatti, potete ricordare, nel servizio non si fece né il nome della chiesa, né del vescovo, né il mio. Dopo il rifiuto della Diocesi è stato il Sindaco, il Sig. Silvano Sacchetta, ad essere contattato e ad accettare che le telecamere raggiungessero Piane Crati, motivando la sua scelta nel pieno rispetto del suo lavoro e della comunità tutta. Io sono stato contattato dagli autori solo la sera prima della diretta e, dopo aver criticato il loro modo poco consono e inappropriato di comportarsi, ho nuovamente vietato loro di entrare in chiesa e di coinvolgerela chiesa in trasmissione, in alcun modo. La chiesa è contro queste forme di smania di protagonismo da Talk Show che servono solo a creare intorno ad un fenomeno del genere, del quale oggi ancora non si hanno certezze, uno spettacolo atto a fomentare, ex novo, gossip ed esibizionismo.

Alcuni giorni fa la decisione di spostare la statua in chiesa, dividendo così, inevitabilmente, i fedeli tra coloro che accettano il “trasloco” e quelli che invece protestano e chiedono che la statua ritorni al suo posto. Perché questa decisione? La statua tornerà in villetta?

La statua è stata portata in chiesa per essere tutelata e controllata. Ricordiamo che doveva essere sequestrata ed invece è ancora nella nostra chiesa. Tengo a sottolineare, come si leggeva in un articolo pubblicato dalla “Gazzetta Del Sud” tempo fa, che la statua sarà esposta in chiesa, probabilmente in una teca, ma solo dopo aver ricevuto un responso da parte dei Carabinieri. Fino a quel momento sarà spostata in sacrestia prima di ogni funzione liturgica perché, come si può immaginare, in queste occasioni c’è chi partecipa alle celebrazioni eucaristiche solo per la semplice curiosità di vedere la statua, distraendosi e distraendo l’assemblea dalla liturgia. Riguardo al ritorno della statua al suo posto, posso confermare che se l’esito delle analisi sarà positivo, la statua resterà in chiesa; in caso contrario, per ora, non si sa.

Prima di concludere l’intervista, cambiamo argomento e spostiamoci nella nostra Parrocchia. Il 14 Dicembre u.s. Cellara ha riabbracciato, nella commozione di parecchi fedeli, la sua Chiesa Madre, San Pietro. Prima della riapertura, ma anche dopo, c’è chi ha preso posizioni diverse dalla sua, riguardo soprattutto alle decisioni assunte nella fase di ristrutturazione e restauro della chiesa, che l’hanno portata allo stile attuale, cosa vuole rispondere a queste persone?

Dobbiamo imparare ad obbedire alla Chiesa, Madre e Maestra. Ogni decisione spetta ad essa e noi tutti non possiamo, anzi, non dobbiamo essere giudici verso l’operato degli altri. Le scelte vanno prese per una crescita spirituale, nella Comunione.

Chiudiamo questa intervista con una domanda a bruciapelo: è vero che lascerà presto la nostra Parrocchia?
(Ride, ndr) Non è vero! Girano queste voci, ma non è così. Io aspetto le decisioni del Vescovo, com’è giusto che sia, ma ad oggi non ho ricevuto inviti a trasferirmi in un’altra Parrocchia né è mia intenzione lasciarvi.

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Termina così la nostra chiacchierata, ringraziando Don Antonello per avermi dedicato questo tempo, per aver accettato le domande postegli ed aver risposto in modo molto esaustivo. Se ce ne sarà bisogno, ritorneremo da lui.
Non ci interessa inseguire pettegolezzi, ma pensiamo che solo attingendo dalla fonte ci si può avvicinare alla verità. Ricordatelo sempre!

Domenico Spadafora

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