Il Fuoco di Natale

Come ogni anno, alla vigilia di Natale, i ragazzi di Cellara, di età compresa tra i 15 e i 25 anni si ritrovano alle ore 8 di mattina per le vie del paese per allestire il fuoco di Nata-le. Alcuni ragazzi organizzano una raccolta di legna nel pae-se, altri vanno nei boschi vicini per raccogliere rami e cep-pi molto robusti. Nei giorni precedenti si chiede la collaborazione di diverse persone di Cellara che dispongono di mezzi per il traspor-to della legna. Tanti anni fa, infatti, il lavoro era più faticoso perché non vi erano mezzi disponibili, e si poteva contare soltanto sull’aiuto di alcune carriole e di tante braccia laboriose. I miei genitori mi hanno raccontato, ricordandolo con pia-cere, che alla vigilia di Natale il fuoco all’interno delle case veniva allestito nelle prime ore del mattino, i caminetti al-lora erano molto più ampi, si contava un ceppo per ogni commensale e la legna veniva sistemata vicino il camino. Da sempre il fuoco di Natale, a forma conica e allungata, si realizza sul sagrato della chiesa. Il lavoro di allestimento termina nel primo pomeriggio: i ragazzi sono stanchi ma felici e fissano un nuovo appun-tamento prima del cenone, per accendere finalmente il fuoco. Nei giorni seguenti se la legna non si è consumata del tut-to, il fuoco viene riacceso di volta in volta. Il fuoco di Natale è una tradizione che si ripete da tanti an-ni alla quale noi ragazzi teniamo molto e ci auguriamo che non si perda mai l’entusiasmo.

Federico Mauro

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