La condizione del turismo della Calabria

“La grande assente è da anni la nostra Regione, che man-ca addirittura di un Assessore al Turismo, manca soprat-tutto di un programma e di un progetto di rilancio dell’immagine dalla nostra terra che soffre per un sistema infrastrutturale vecchio, per i rifiuti lungo le strade, per il solito sistema di depurazione che non funziona, per la cat-tiva qualità delle acque in più punti. Fanno meglio alcuni piccoli comuni che presentano interessanti novità nei pro-grammi, puntano sulla qualità e sulla cultura. Del tutto cancellata la splendida montagna calabrese che la Regio-ne dimentica di far citare perfino negli spot televisivi istitu-zionali”. Così si esprimeva l’ex parlamentare del Pd Franco Laratta il 19 agosto del 2013, sottolineando come “I dati già in possesso, registrano un calo gravissimo nella nostra regione (-30%), con alcune realtà che arrivano a perdere il 40% rispetto allo scorso anno!” La critica verso l’Amministrazione Regionale è chiara tanto da far pensare che si tratti della solita disputa politica, del-le solite critiche (non) costruttive che siamo abituati ad a-scoltare partendo dalla nostra piccola realtà paesana fino ai duelli in tv ormai onnipresenti dei nostri politici. Un an-no prima il nostro Governatore Scopelliti nel “dodicesimo rapporto sul turismo” della Regione Calabria pubblicava dati completamente differenti, registrando un incremento dell’attività turistica della nostra Regione e addirittura un boom di presenze straniere da record. E’ mai possibile che in un solo anno l‘andamento turistico vari da un +0,4% ri-portato da Scopellliti sui dati relativi al 2012, ad un -30/40% registrato invece da Laratta l’anno successivo? L’andamento del mercato turistico è, indubbiamente, in continuo movimento ma una differenza tale non può che essere lontanissima dalla realtà. Di chi dovremmo fidarci? Chi è in possesso dei dati reali, e come fare per conoscere il vero andamento della nostra Regione nel settore turisti-co, quello, per intenderci, che vale il 9,3% del PIL mondia-le? “Dopo 40 anni la Calabria potrà contare su uno stru-mento strategico di sviluppo turistico e il PRSTS rappresen-ta la base documentale per definire la strategia di mercato e le azioni di marketing per il posizionamento e la promo-zione dell’offerta turistica calabrese” scrive Scopelliti nel documento sopra citato. Analizzando i dati derivati da questo strumento si capisce facilmente che il problema della nostra regione non è affatto legato all’incremento o al decremento del mercato, ma da una totale mancanza di una organizzazione tu-ristica che coinvolga gli attori su ogni livello. Le di-screpanze sono innumere-voli: prezzi elevati, stabili-menti antiquati che offro-no oggi in Calabria quello che veniva offerto venti anni fa nelle altre regioni, sistema dei trasporti a dir poco pessimo (basta pensare all’A3), in-vestitori stranieri spesso allontanati, depuratori delle ac-que mal funzionanti nella maggior parte dei casi e in alcu-ne realtà addirittura fuori uso per la mancanza di compo-nenti fondamentali rubati o mai montati, fino all’ultimo ca-so, quello delle “navi dei veleni” uscito fuori qualche anno fa che ha letteralmente spezzato le gambe al turismo della costa tirrenica cosentina. Abbiamo la fortuna di vivere in una terra che può vantare sulla costa tirrenica: Riviera dei Cedri, Costa degli Dei, Co-sta Viola, Riviera degli Oleandri; sullo ionio: Costa degli A-chei, Costa degli Aranci, Costa dei Gelsomini, Costa dei Sa-raceni; nell’entroterra: Aspromonte, Sila, Pollino e Serre ca-labresi; sul piano culturale l’influenza e la presenza di re- perti archeologici di differenti civiltà antiche: Greci, Sara-ceni, Romani, Bizantini; la presenza di diverse etnie e co-munità ormai completamente integrate, come ad esem-pio la comunità arbëreshë che popola intere cittadine nell’entroterra cosentino; una tradizione culinaria invidia-ta e riconosciuta in tutto il mondo. Prendendo in conside-razione solo la provincia di Cosenza possiamo vantare 228 km di costa (l’Emilia Romagna, regione al top per il turismo balneare in Italia ne conta 110 km); 5 monti al di sopra dei 1500 mslm con il Monte Serra Dolcedorme che raggiunge i 2267 mslm; la piana di Sibari con le rovine della città vecchia, e Cosenza stessa definita l’Atene della Calabria che presenta una varietà di reperti archeologici risalenti a diverse epoche storiche. mare calabriaDi tutto questo quanto viene sfruttato? A questa doman-da dobbiamo cercare risposta, perché al di la dei dati di-scordanti sull’andamento del turismo, una cosa è certa, noi non sfruttiamo al meglio il nostro territorio, non lo sfruttiamo proprio. In un periodo di forte incertezze in svariati campi, da alcune statistiche si evince una forte vo-lontà di rivalsa della popolazione, soprattutto al Sud Italia, dove la crisi economica che sta investendo il mondo inte-ro, si manifesta delineando effetti disastrosi. Quindi si av-verte in modo forte e chiaro come sia necessario trovare il modo di far ripartire il motore italia-no, ed in particolare il Sud non può non partire proprio dal turismo, pri-maria risorsa economica, soprattutto per un territorio come la Calabria. Investire nel turismo produce effetti immediati, può davvero essere l’an-cora di salvezza per cercare di imprimere un deciso cam-bio di rotta alla nostra economia, portando nuova occu-pazione, lavoro a giovani e donne oggi fortemente pena-lizzati. Tra tutti i settori, e’ quello che sta soffrendo di me-no rispetto ad altri che invece registrano dati davvero sconfortanti. Nonostante il periodo, gli italiani, seppur con grandi cambiamenti, continuano ad organizzare le proprie vacanze, magari ridotte, magari stando attenti ai prezzi, ma non rinunciano a concedersi un po’ di svago e di salutare riposo. Poi, ci sono i turisti stranieri che sempre più numerosi scelgono l’Italia quale meta dei loro viaggi, ci sono nuovi mercati che stanno guardando al Sud Italia con più entusiasmo. In tutto questo la Calabria può e de-ve esserci, cercando di mettere in campo tutte le risorse che possiede, riconqui-stando l’ottimismo e la consapevolezza che la rinascita economica della nostra regione deve necessariamente passare per una strada obbligata: il turismo. Leg-gendo le parole dell’On. Laratta non posso che trovarmi d’accordo, ma in realtà entrambi, sia lui che Scopelliti, hanno avuto l’opportunità di guidare la nostra regione in prima persona o indirettamente. Perciò é inutile continua-re a pubblicare dati poco attendibili e che si annullano tra loro. Abbiamo bisogno di investimenti, del mare pulito, di un sistema di finanziamenti accessibili a tutti, dobbiamo aprirci a nuove idee, abbiamo bisogno di strade decenti, del vostro appoggio e non delle vostre dispute, siamo stanchi e con le spalle al muro, ma sono sicuro che qualsi-asi giovane calabrese sarebbe pronto a rimboccarsi le ma-niche. Il problema, il vero problema, è che quelli non di-sposti a farlo, per paura di perdere qualche interesse, so-no proprio loro!

Mario Caputo

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