“Norvegia vs Italia: gli emiri con gli occhi azzurri maestri di vita!”

tricoloreL’Italia era: la buona cucina, la grande tradizione artisti-co – letteraria e musicale.
Era: la patria della moda, del design industriale. La Ter-ra di: Da Vinci, Dante, Manzoni, Mazzini, della Montes-sori, della Hack. Tutto questo ora dov’è finito?
Tutto quello che i nostri avi, con sudore e sangue han-no conquistato, che fine farà?
La percezione che all’estero hanno del nostro stato è di un Paese che dondola tra il legale e l’illegale, dove mafia, politica e reli-gione dettano le sorti di noi comuni morta-li, con leggi “ad per-sonam” e tasse sem-pre più insostenibili, un Paese dove conta sempre più l’avere e non l’essere.
Questa è la percezione che abbiamo anche noi italiani.
Volgendo lo sguardo all’area Euro, osservando uno stato particolare come la Nor-vegia, ci possiamo rendere conto di quanto l’Italia rasenti il ridicolo.
La Norvegia si distingue per l’essere una società egalitaria, con un reddito pro capi-te tra i più alti al mondo, grazie allo sfruttamento del proprio giacimento petrolife-ro ha cambiato per sempre il suo destino, diventando l’ottavo esportatore mondiale di petrolio. A differenza degli sta-ti mediorientali che hanno investito i capitali nella costruzione di grattacieli sfarzosi, la Norvegia invece ha impiegato le rendite petrolifere per incrementare il settore pubblico e per costituire lo SPU (Fondo Pensione Governativo Globa-le) gestendolo al meglio per il popolo, all’insegna della trasparenza.
Il denaro derivante dal petrolio inoltre è stato utilizzato per promuovere le industrie tradizionali della pesca e del tra-sporto marittimo, il tutto all’insegna della green economy. La vera qualità che spicca di questa nazione è la tutela del benessere e dei diritti individuali dei suoi cittadini, offrendo la qualità di vita più alta del mondo e la migliore demo-crazia del globo. L’eguaglianza tra i sessi qui è realtà!
Il reddito familiare è distribuito equamente. Di contro il costo della vita in Norvegia è alto, ma ovviamente è rapportato agli altissimi standard che questo stato of-fre e garantisce ai suoi cittadini, nonostante il clima non sia dei migliori. L’Italia, o meglio noi italiani ci sia-mo venduti ai capitali esteri che hanno dismesso e privatizzato tutte le nostre ricchezze.
Ma perché non imitare la Norvegia? Tornare ad essere “il Bel Paese” dove arte e cultura la fanno da padrona?         Questa non è un’utopia ma una realtà che potremmo concretizzare.norvegia

La vicedirettrice
Simona Altomare

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