1914– 2014 : un secolo di Charlot “I mille volti e le contraddizioni di un’epoca in un’unica maschera che commosse il mondo”

charlie chaplinIl 7 febbraio 1914 in “Kid Auto Races in Venice”, compare per la prima volta sullo schermo Charlot, l’omino in bombetta, bastonci-no di bambù, pantaloni sformati e scarponi, celebre maschera na-ta e interpretata dal genio creativo di Charlie Chaplin.
Charlot è uno straordinario interprete dei suoi tempi, caratterizza-ti da due guerre mondiali e da cambiamenti politici sociali e cultu-rali.
Emblema del disincanto e della consapevolezza delle ingiustizie sociali e dell’asprezza del destino, è un personaggio che mostra con geniale comicità l’aspetto illusorio di certi miti, come quello americano della frontiera che ripara dall’estraneo.
L’esile vagabondo, dalle maniere da gentiluomo e dall’andatura ondeggiante, mette in luce le forme più nascoste e pervasive dell’alienazione dell’epoca causata dal senso di vuoto creato dalla civiltà industriale e consumistica, e affronta, con straordinaria pro-fondità, la crisi di valori derivata dall’avanzare del progresso.
Un unico volto che ne racchiude altri mille.
Stella del cinema muto, ha saputo incantare e incanta tutt’oggi il mondo con la forza comunicativa del linguaggio del corpo e del-la mimica facciale.
Tuttavia la tecnica del muto venne soppiantata dal sonoro, per cui, nel 1940, Chaplin dovette rinunciare al linguaggio universale ed efficace della pantomima.
Ne consegue che “Il grande dittatore”, forte parodia del nazismo, fu la pellicola che segnò l’ultima apparizione di Charlot sul gran-de schermo.
Indimenticabile la scena in cui il dittatore danza con il mappa-mondo, simbolo di conquista e potere, sulle note di Richard Wa-gner. Se Chaplin avesse girato oggi un remake di questo film, ma-gari avremmo visto il Grande Dittatore danzare con un enorme tablet, simbolo di nuova conquista attraverso la tecnologia e i so-cial network che influenzano e condizionano sempre più le no-stre vite.
Ma a chi scrive piace invece immaginare quell’uomo mai cresciu-to mentre ci tende la mano e ci invita, tra una lacrima e un sorri-so, a voltare le spalle alle brutture di questo mondo e a incammi-narci verso uno splendido orizzonte di speranza, come nei miglio-ri finali dei film di Charlie Chaplin.
Alba Fuoco

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