MAR TIRRENO: da zona turistica a discarica ambientale

mareArriva l’estate e anche quest’anno recandoci lungo la costa tirrenica no-tiamo che il mare è sempre più sporco e inquinato, tanto da non poter neanche far un bagno per il rischio di prendere malattie. Il nostro mare, ormai, come possiamo vedere anno dopo anno, è solo acqua sporca co-perta da schiuma e liquami vari. Le località marittime sono state da sem-pre il fulcro principale del turismo calabrese, fonte di guadagno fonda-mentale per l’economia locale. Al giorno d’oggi, purtroppo, il mare si è ridotto a una grande discarica di rifiuti e sostanze di ogni tipo. Questa situazione non sfugge agli occhi dei turisti, la cui affluenza è diminuita drasticamente nel corso degli ultimi anni.
Come si apprende da una relazione della protezione civile, l’inquinamento dei mari si può distinguere in tre catego-rie: civile, ovvero derivante dagli scarichi delle città; industriale, costituito da sostanze diverse provenienti dalla produ-zione dell’industria; agricolo, legato all’uso estremo di fertilizzanti che essendo a volte idrosolubili penetrano nel terre-no e contaminano le falde acquifere. Principalmente l’inquinamento dei mari è di origine terrestre, ovvero è una con-seguenza dell’immissione di acque di scarico e di sostanze industriali nei fiumi, che poi si riversano nel mare. Tra le cause principali dell’inquinamento dei mari vi è il mancato funzionamento dei depuratori delle acque. Un’altra causa della sporcizia presente nelle acque in cui nuotiamo è la presenza di scarichi abusivi che, pur venendo denunciati ai comuni, non vengono rimossi. Sporcizia che arreca danni all’intero ecosistema marino provocando la morte di pesci, uccelli e piante marine. Questi, vivendo in un ambiente cosi malridotto vengono avvelenati dalle sostanze che ingeri-scono o dai rifiuti che spesso mettono in pericolo la loro vita. Le responsabilità di questi danni all’ambiente marino so-no soprattutto delle amministrazioni e delle ditte preposte alla depurazione delle acque, che troppo spesso ignorano il problema o si dimostrano incapaci di fornirvi le giuste risposte. Aspettando le azioni delle istituzioni, ognuno di noi deve prendere coscienza del fatto che adottare comportamenti più civili, evitando l’abbandono di rifiuti sulle rive, è già un ottimo inizio verso il recupero della pulizia dei nostri mari.

Maria Nicoletti

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