Teratogenesi: allarme dal feto!

teratogenesiLa teratogenesi è lo sviluppo anomalo di organi nell’embrione sia dal punto di vista funzionale che strut-turale. Nell’uomo gli agenti teratogeni sono rappresen-tati da radiazioni, infezioni (rosolia, sifilide, toxoplasmo-si), condizioni materne (alcolismo, deficienza di acido fo-lico, diabete), sostanze chimiche (fumo, metalli come piombo, mercurio, litio, ioduri), farmaci (antitumorali, an-tibiotici, antiepilettici), sostanze d’abuso (etanolo, cocai-na).
In passato ebbero grave riscontro i farmaci come il Tali-domide e il Dietistilbestrolo; il primo era un sedativo pre-scritto alle donne in gravidanza tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60. I figli delle donne che lo assunse-ro nacquero senza arti, una condizione conosciuta co-me focomelia. Il secondo venne usato dagli anni ’40 ai ‘70 negli Stati Uniti per prevenire l’aborto, poiché stimo-lava la sintesi di estrogeni e progesterone nella placen-ta. In diversi casi, causò adenocarcinomi a cellule chia-re della vagina in donne nate da madri che assunsero tale sostanza. Nella progenie maschile esposta durante la gestazione, si osservò un’elevata incidenza di cisti e-pididimali, ipotrofia testicolare e indurimento capsula-re, associati a riduzione del volume dell’eiaculato e alte-razioni qualitative del liquido seminale.
La placenta, dunque, non è una vera e propria barriera perfetta, in grado di proteggere totalmente il feto dalle esposizioni a sostanze tossiche e potenzialmente tera-togene.
Nel feto l’esposizione agli agenti sopra elencati può ge-nerare una vasta gamma di anomalie strutturali, quali labbro leporino, palatoschisi, dismelia, anencefalia, di-fetto del setto ventricolare. Il periodo più critico è il pri-mo trimestre, poichè è proprio durante questo lasso di tempo che le cellule iniziano a differenziarsi nei vari or-gani e tessuti, e quindi qualsiasi agente che possa in-terferire con questo delicato processo, diventa molto pericoloso. In più, molte volte la donna può non essere a conoscenza della gravidanza. Tra le sostanze più a-busate che possono causare danni al feto vi è l’alcol. La sua assunzione provoca un forte richiamo di ossigeno
dalle zone periferiche dell’organismo, ossigeno che necessita di essere meta-bolizzato. Ciò causa un minore afflusso di sangue ossigenato verso il feto, che provoca la sindrome alcolica fetale (FAS) o, se l’assunzione di alcol non è stata massiccia, effetti feto alcolici (FAE), una forma più leggera di FAS. Se invece nel sangue della madre sono in circolo sostanze come nicotina, co-caina o altre droghe, queste finiscono per arrivare tramite la placenta al feto. Le conseguenze sullo sviluppo fetale e del bambino dopo la nascita sono mol-teplici e gravissime. La nicotina, ad esempio, agisce sulle cellule nervose. Gli effetti sullo svilup-po del feto e del bambino sono innu-merevoli: effetti neuro comportamen-tali, metabolici, cardiovascolari, respira-tori, sulla fertilità, cancerogeni. Come è possibile notare, già la lista di per sé dovrebbe spaventare. Riguardo agli effetti neuro comportamentali gli scienziati hanno dimostrato che i bambini nati da madri fumatrici subi-scono gli effetti neuro teratogeni della nicotina. La nico-tina, infatti, non permette il normale sviluppo dei circuiti nervosi e le conseguenze più frequenti sono: la sindro-me ADHD (“attention-deficit hyperactivity disorder”), cio-è la sindrome da deficit di attenzione e iperattività, di-sturbi dell’apprendimento, problemi comportamentali e nei casi più gravi un ridotto quoziente intellettivo.
Alcuni scienziati hanno inoltre dimostrato che da adulti questi bambini hanno un maggior rischio di diventare dipendenti dalla nicotina. I bambini che nascono da madri fumatrici pesano signifi-cativamente meno, e questo determina tutta una serie di problemi metabolici. Il bambino, infatti, avrà un mag-giore rischio di sviluppare obesità e diabete. La nicotina, da una parte non permette il normale sviluppo del circu-ito nervoso che regola la fame nella regione del cervello chiamata ipotalamo; dall’altra provoca danni alle cellule beta del pancreas che producono insulina, causando il diabete. Tra gli effetti cardiovascolari, il più frequente è l’iperten-sione, cioè la pressione sanguigna alta. In questo caso la nicotina altera il tessuto adiposo che si trova intorno ai vasi sanguigni, tessuto molto importante per la regola-zione della funzione dei vasi stessi. L’asma è invece l’effetto respiratorio più frequente nei bambini nati da madri fumatrici. Gli effetti purtroppo si ripercuotono anche quando que-sti bambini diventano adulti, infatti molte bambine po-tranno presentare problemi di fertilità, in quanto la nico-tina e altre sostanze tossiche che si trovano nel fumo di sigaretta si accumulano nelle ovaie, andando a interferi-re con il normale ciclo ovarico. Sfortunatamente sembra inoltre che questi bambini abbiano una maggiore pro-babilità di sviluppare da adulti tumori al cervello o leuce-mie a causa degli effetti cancerogeni delle sostanze con-tenute nel fumo. sorge spontaneo chiedersi come una donna possa con-tinuare a fumare o ad assumere altre sostanze in gravi-danza dopo aver letto tutto questo.
C’è da essere veramente egoisti ed irresponsabili!

Irene Spadafora

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