Ebola: conoscere e combattere il virus?

Siamo nel febbraio del 2014, quando dalla Guinea incomincia a diffondersi l’ennesima epidemia del virus Ebola.
L’Ebola è stata scoperta nel 1975 vici-no al fiume Ebola, situato nell’Africa Centrale. Questo virus letale “vive” nei pipistrel-li, e arriva all’uomo perché dalla spe-cie ospite passa ad altri animali, com-prese alcune specie che vengono poi usate come cibo.
Probabilmente l’Ebola si è manifesta-ta solo dal ’75 perché in quel perio-do è aumentata la presenza delle grandi compagnie del legname e mi-nerarie nelle foreste di quella zona; ciò avrebbe purtroppo spinto le per-sone che lavoravano in quelle com-pagnie a mangiare la carne degli ani-mali infetti, venendo a loro volta con-tagiate.
Il virus viene trasmesso tramite il con-tatto con i fluidi corporei di un indivi-duo malato.
L’Ebola attacca l’uomo causando febbre alta, e-morragie interne, vomito e pressio-ne bassa. Questi sintomi, si mani-festano entro i venti giorni dal contagio, e in un breve lasso di tempo portano il 70% degli infetti alla morte. Non si può essere con-tagiati da un indi-viduo infetto in cui non si sono ancora manifestati i sintomi.ebolaNel corso degli anni, il virus si era manifestato già più volte in altre bre-vi epidemie, ma questa è la prima volta che raggiunge l’Africa Occiden-tale, il che è un problema in quanto
questo dimostra che il virus si sta e-spandendo anche al di fuori dell’Afri-ca Centrale, mettendo a rischio an-che il personale medico che arriva da altre parti del mondo e che, rimpa-triando, ne favorirebbe la diffusione negli altri continenti.
Il contagio dal virus potrebbe essere evitato, ad esempio, isolando gli indi-vidui malati, lavandosi spesso le mani (il virus muore al contatto con disin-
fettanti) o controllando gli individui esposti al virus.
Recentemente, è stato scoperto nell’IRBM Science Park di Pomezia (RM) un vaccino contro l’Ebola. L’OMS ha trattato l’acquisto di 10.000 dosi per la sperimen-tazione entro il 2015, mentre il vac-cino dovrebbe esse-re disponibile dal 2016.
Fino ad allora, però, non bisogna distac-carsi dalla realtà e dal resto del mondo, credendo che in questo modo si pos-sa essere al sicuro, non curandosi di chi invece non lo è af-fatto, bisogna intervenire provando in tutti i modi di bloccare la diffusio-ne di questa terribile malattia.

Anna De Angelis

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