Genitori e figli: tutto il mondo in una relazione …

Essere genitore è l‟esperienza più bella e complicata che un uomo e una donna possano vivere … L‟unica altra vi-cenda umana paragonabile ad essa è l‟essere figlio/a.
Esse rappresentano le due facce di una stessa medaglia, che potremmo chiamare famiglia e che è il primo matto-ne di ogni società umana.
La relazione tra bambino e genitore è oggetto di studio per psicologi, educatori ed anche giuristi. Questo è fonda-mentalmente dovuto al fatto che essa rappresenta la rela-zione primigenia, l‟incipit di tutte le relazioni, che un uo-mo porrà in essere nella sua vita, generalmente intesa.
E‟ dall‟attaccamento, inteso come “propensione dell‟essere umano a costruire specifici legami affettivi con altri significativi”, come lo definisce J.Bowlby, che il bam-bino sviluppa già nel corso dei primi 12 mesi di vita un le-game esclusivo e duraturo con la sua figura genitoriale primaria, che diventa così il suo punto di riferimento per la vita.
Dalla madre e dal padre il piccolo impara a rapportarsi, in primo luogo, con se stesso e le proprie emozioni, i propri stati d‟animo, i suoi pensieri, i sentimenti, ed, in secondo luogo, impara a riutilizzare questa conoscenza di sé per comprendere gli altri e le loro emozioni, sviluppando così la sua capacità di socializzare con coloro che occupano il mondo intorno a lui!
Del resto, anche per quel che riguarda l‟altro aspetto, quello della genitorialità, gli psicologi affermano che essa rappresenta un processo di elaborazione che inizia fin dalla nascita di ognuno di noi e non coincide per forza con la nascita di un figlio … Essa è la propensione che o-gnuno di noi ha innata di prendersi cura di chi ci sta vici-no, sentendone la responsabilità … è la voglia che abbia-mo di sentirci esempio per gli altri ed anche l‟ambizione di avere sempre il consiglio giusto da offrire!
Siamo tutti figli, molti di noi sono anche genitori … eppu-re, nonostante ci ritroviamo contemporaneamente in queste due posizioni, pare veramente difficile trovare un equilibrio tra loro … L‟aspetto più difficile da gestire in questa relazione primaria sono, infatti, i conflitti, che sca-turiscono tra genitori e figli …
Ci sentiamo spesso giudici dei nostri genitori, ritenendo che non abbiano fatto il possibile per rendere il mondo, in cui ci hanno fatto vivere, migliore …
Nello stesso tempo, abbiamo la pretesa di insegnare ai
nostri figli come affrontare la vita, offendendoci se non danno retta alle nostre indicazioni e non seguono i nostri consigli …
Se riflettessimo sulle cose ci renderemmo conto che noi facciamo con i nostri ragazzi, ciò che i nostri genitori han-no fatto con noi e per cui li abbiamo giudicati spesso in maniera feroce …. Così come, d‟altronde, da figli, spesso ci rendiamo conto di ciò che i nostri genitori siano stati per noi solo quando è ormai troppo tardi!!!
In fondo quello su cui dovremmo soffermarci è la ragione per cui le dinamiche familiari si svolgono così: l‟amore che lega i genitori ai figli, quel senso di devozione reci-proca, che scaturisce da quel reticolo di relazioni esclusi-ve e durature che abbiamo impresso nel nostro essere, durante i nostri primi mesi di vita. Relazioni vissute sia co-me figli, che, al momento opportuno, come genitori …
Se inquadrassimo tutto nell‟ottica dell‟amore e del rispet-to verso l‟altro, anche i conflitti sarebbero ridimensionati a quello che effettivamente sono: il dialogo, magari acce-so, tra due personalità diverse, che hanno bisogno di af-fermarsi!
Certo ci sono studi volti a dare delle istruzioni ai genitori per rapportarsi con i propri figli … Credo che tante madri e padri li abbiano letti, anche solo per curiosità … Alla fi-ne, l‟unico vero insegnamento che si trae da tutto que-sto, è un insegnamento antico come il mondo: io ti rispet-to e ti voglio bene così come mi rispetto e mi voglio be-ne!! Se lo faccio verso me stesso, insegno a te come farlo e, nello stesso tempo, tu mi restituirai, come meglio ritie-ni, l‟amore che io ho riversato su te!famiglia
Qualcuno lo ha sintetizzato così: “Ama il prossimo tuo, come te stesso”…

Erminia Greco

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