S. O. S. : Cos’è il divertimento???

Si stava meglio quando si stava peggio, quando per diver-tirsi con gli amici bastava poco, quando ci si incontrava nei campi e si trascorreva il tempo rincorrendo le farfalle, quando ci si arrampicava sugli alberi per mangiare i frutti, quando un mazzo di carte faceva dimenticare a tutti che il tempo stesse trascorrendo. Erano belli i tempi in cui si viveva spensierati fino al matrimonio e non ci si preoccu-pava di essere “in” e non si ricorreva a qualsiasi strata-gemma pur di non essere considerato “out”. Erano davve-ro belli quei tempi, si dice.divertimento
Oggi è tutto diverso, divertimento ormai vuol dire solo u-scire dagli schemi, perdere i lumi della ragione offuscan-do la mente con alcolici, sostanze stupefacenti e quanto più si possa utilizzare, purchè sia di moda. I sabati sera, le sere di festa, a Natale, a Pasqua, è diventato un incubo circolare per le strade; ognuno di noi sa che esce di casa, ma non sa se vi tornerà o se sarà preda di un pirata della strada ubriaco fradicio che non controllerà il suo veicolo e proprio nel momento in cui un innocente si ritroverà ad attraversare la strada non arriverà mai a destinazione, sa-rà semplicemente l‟ennesima vittima dell‟incoscienza. Pur-troppo, lo capì bene D., giovane cosentino che nel 1999 aveva solo 14 anni. Quel tragico sabato sera aveva tanta voglia di uscire e andare a ballare in qualche discoteca con i suoi amici, si era vestito per bene, non stava proprio nella pelle, era emozionato e fiero di se, perché ormai era diventato un giovane adulto ed i suoi genitori erano di-ventati più permissivi, tanto da concedergli di uscire da solo con i suoi compagni. Uscito di casa, D., quella sera non arrivò mai a destinazione: mentre per lui era ancor presto ed era appena uscito di casa, qualcun altro era già alla guida della propria macchina ubriaco e in stato di in-coscienza, tanto che non fu in grado di realizzare che D. stava attraversando e quando rallentò capì che era trop-po tardi, che la tragedia era avvenuta; capì che la vita di quel ragazzino era stata stroncata proprio da lui. E D. è solo uno dei tanti casi di persone che perdono la vita a causa di chi si immette alla guida del proprio veicolo in condizioni sfavorevoli. Infatti, ogni anno in Italia si conta un eccessivo numero di omicidi stradali ad opera di gente che guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di droghe, e ciò ha portato il governo a prendere in mano la situazio-ne, tanto che si sta discutendo su un nuovo disegno di legge che mira alla rivisitazione del codice della strada e all‟introduzione del reato dell‟omicidio stradale e soprat-tutto all‟ERGASTOLO DELLA PATENTE, ovvero il ritiro ef-fettivo del documento a svantaggio di chi commetta gra-vi infrazioni. Purtroppo, il problema è che viviamo all‟interno di una società in cui ogni tentativo di risoluzio-ne viene debellato dall‟ignoranza e i giovani preferiscono bruciare i propri neuroni piuttosto che essere definiti gen-te per bene, o peggio: “persone intelligenti che hanno il pieno controllo di se stessi e non si lasciano dominare da
sostanze disastrose per l‟organismo e per i NEURONI” . Il problema principale dei giovani è che saranno sempre giustificati, sentiranno sempre frasi del tipo: “è solo un ra-gazzo, sii clemente” oppure “era solo uno scherzo finito in tragedia, purtroppo”; parole che non lasciano il segno come le cinture dei nostri bisnonni che colpivano i nostri nonni per delle marachelle innocenti, ma che coprono sempre le spalle, non fanno capire dove sta l‟errore e non sono tese all‟educazione né del singolo né del collettivo. Ognuno ormai si sente autorizzato a compiere qualsiasi azione, perché non si comprende più la differenza tra be-ne e male, giusto o sbagliato, si vive nella più totale inco-scienza. Non si ha più la consapevolezza che il mondo è abitato da sei miliardi di persone con cui bisogna convi-vere e a cui si deve rispetto, ogni cosa è lecita a prescin-dere se sia dannosa o meno per l‟altro. Gli adulti si rivol-gono alle nuove generazioni intimando di comportarsi bene e di crescere in maniera adeguata perché loro sono il fututo, ma se il mondo è nelle mani di sciocchi bambini viziati che, invece di essere rimproverati quando manca-no di rispetto al prossimo o compiono crimini mascherati da “birichinate”, vengono giustificati, come si può preten-dere che la società continui ad andare verso l‟evoluzione e non verso il degrado più totale? La colpa di ciò è della società, non solo dei ragazzi, non solo degli adulti, ma di tutti, perché ormai la morale è diventata quel vecchio saggio che nessuno ascolta perché noioso, antico e non va di moda, la superficialità e le apparenze stanno pren-dendo il sopravvento, perciò:
il sabato sera i giovani escono, si divertono bevendo su-peralcolici e chi per sfortuna si ritrova per strada non può che sperare di tornare a casa sano e salvo e senza assiste-re a omicidi o peggio a suicidi di cervelli !!!

Francesca Nicoletti

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