Viaggio nella Terra di Piero. Intervista a Sergio a Crocco, mito della città di Cosenza.

I successi che l’associazione cosentina “La Terra di Piero” sta raggiungendo o ha già raggiunto nell’ambito della solidarietà e del sostegno verso persone e popoli in difficoltà, ci ha incuriositi e spinti ad intervistare Sergio Crocco, presidente dell’associazione, e mito indiscusso della città di Cosenza e della tifoseria del Cosenza Calcio.

Salve Sergio, grazie per aver accettato questa intervista. 
Ovviamente, per iniziare, non possiamo che chiederle chi era Piero Romeo.

Piero era innanzitutto un nostro amico, di quelli con la A maiuscola. Era un ultrà del Cosenza calcio, ma soprattutto della solidarietà umana, fattiva e senza molti fronzoli. Una persona speciale che ci ha lasciati qualche anno fa.

Di cosa si occupa esattamente La Terra di Piero?

Si occupa di portare avanti i progetti che più stavano a cuore a Piero Romeo. L’Africa in primis, e dunque la costruzione di pozzi nella Repubblica Centrafricana, e più in generale di dare una mano a chi ci tende la sua in richiesta di aiuto.

Da dove nasce l’idea di costituire questo tipo di associazione?

Dal giorno dopo che Piero ci ha lasciati, l’idea è stata quella di fondare un’associazione che portasse il suo nome ma soprattutto portasse avanti il modo di concepire la vita che Piero aveva e che ha insegnato a tanti di noi.

Quali sono i progetti attuali e futuri dell’associazione?

Anzitutto la fine dei lavori del Parco Piero Romeo: il primo parco inclusivo del meridione, dove potranno giocare senza barriere architettoniche e mentali, bambini disabili e non, in piena armonia.

E poi la scuola-refettorio in Madagascar, dove cerchiamo di regalare un futuro diverso ad 80 bambini della periferia di Antananarivo, capitale delllo stato africano che abbiamo visitato proprio alcuni giorni fa e dove abbiamo portato un container pieno di alimenti.

Cosa ne pansa del successo delle commedie teatrali “Conzativicci” e “Maniamuni”, e dei 7000 del San Vito?

Penso con orgoglio che sono riuscito a portare sul palco la Cosenza che mi piace, ma anche quella meno bella. I pregi e i difetti dei cosentini, i miei in primis. Forse il segreto di tanto successo sta proprio nel fatto che ogni spettatore si rivede esattamente sul palco. Una sorta di simbiosi che ha decretato tante critiche positive, che non possono che inorgoglirmi.

Qual è il tuo rapporto con la città di Cosenza e con il Cosenza Calcio?

Viscerale con entrambi. Cosenza, via Popilia in particolar modo, mi ha visto nascere e mi ha formato e temprato. Senza l’insegnamento della strada datomi dal primo Lotto di via Popilia, credo che non avrei scritto niente.

Il Cosenza calcio è la mia fidanzata, la mia amante, la moglie che non conosce divorzio. Una fede incrollabile, nonostante spesso faccia di tutto per farmene allontanare.Crocco

Chiudiamo con una domanda facile facile: chi è Sergio Crocco?

Sergio Crocco è una persona corretta. Quando mi dicono che sono buono mi arrabbio. Le persone buone non mi piacciono, preferisco le persone corrette.

***

Ringraziamo Sergio per questo splendido contributo che ha offerto al nostro giornale, e ci auguriamo di incontrarlo presto, magari nella speranza di stabilire un rapporto di collaborazione tra La Terra di Piero e il nostro Oratorio.

Il Direttore
GianMarco Andrieri

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