Il mondo si tinge di blu, nel segno dell’autismo.

Ogni anno, il 2 Aprile si svolge la Giornata mondiale dell’autismo (World Autism Awareness day) istituita dall’Assemblea Generale dell’Onu nel 2007.
In questa giornata vengono organizzati in tutto il mondo eventi dedicati: manifestazioni, convegni, festival del cinema e “Light it up blue”, che consiste in una particolare illuminazione con luci di colore blu dei principali monumenti storici del mondo per informare, sensibilizzare, ma soprattutto agire, promuovendo la ricerca e la solidarietà verso le persone affette da autismo e le loro famiglie.
Un importante obiettivo è quello di far notare al Parlamento la necessità di fare una legge apposita sull’autismo, proprio come quella che un anno fa i membri dell’Associazione Nazionale Genitori di Soggetti Autistici (ANGSA) proposero in Senato.
L’autismo (il termine deriva dal greco e significa “stesso”), chiamato anche “Sindrome di Kanner”, dal nome dello psichiatra austriaco Leo Kanner che nel 1943 aveva descritto per primo la suddetta sindrome, è un disturbo dello sviluppo che viene diagnosticato solitamente durante la prima infanzia e permane in età adulta. E’ di natura neurologica e colpisce il cervello in quattro aree: linguaggio/comunicazione, abilità sociali, sistemi sensoriali e comportamento.
Le caratteristiche principali della sindrome autistica sono:
* difficoltà di relazione con bambini e adulti;
* ipersensibilità al contatto;
* strano attaccamento agli oggetti;
* iperattività o passività;
* iposensibilità o ipersensibilità ai rumori;
* intolleranza ai cambiamenti delle abitudini;
* comunicazione verbale difficile o in certi casi assente;
* comportamenti ripetitivi;
* distacco dalla realtà.

Questa malattia colpisce 4-5 neonati su diecimila, con circa 100.000 malati in Italia.
Le cause sono tuttora ignote e le attuali ricerche indicano che i disturbi possono derivare da traumi ambientali, cause genetiche o una combinazione di entrambi.
Oggi si può avere una diagnosi già a 12 mesi di età, un fattore molto importante per iniziare ad intervenire precocemente. Non si può ancora guarire definitivamente dall’autismo, ma si può migliorare.
Ciascuna persona con autismo rappresenta un caso unico e grazie ad interventi adeguati e personalizzati, i bambini possono imparare ad adattarsi al mondo che li circonda.
Molti studi hanno dimostrato che attraverso il continuo sostegno a scuola, le attività psico-educative, la pet therapy, nei bambini autistici si evidenziano miglioramenti nell’integrazione sociale. Ad esempio, le nonne potrebbero offrirsi volentieri di giocare con un bambino o di fargli svolgere degli esercizi semplici: queste sono capacità comuni alla maggior parte delle persone.
“Nella società attuale della 《connessione costante》 la mancanza di abilità sociali è un handicap maggiore che in passato”, questo è un pensiero di Temple Grandin, affetta da autismo, esperta di zootecnia, docente di Scienze animali alla Colorado State University. Grazie al sostegno di tante persone e al suo amore per gli animali, Temple è riuscita a vincere le sfide quotidiane e ad inserirsi nel mondo. Con la sua esperienza di vita ci insegna che “l’autismo non è la persona stessa ma solo una parte di essa”.
La nostra società tende ancora, per certi versi, a considerare la disabilità in una luce negativa, ci si focalizza di più su ciò che gli autistici non possono fare e si tende a sottovalutare i tratti positivi e i potenziali che essi possiedono.
Pensiamo ad A. Einstein, I. Newton, A. Bell, Van Gogh, Mozart, Socrate, e tante altre figure storiche affette da diversi disturbi dello spettro autistico, che nonostante ciò con la loro genialità hanno cambiato il mondo.
Non si parla molto di questo disturbo, alcune persone non conoscono il significato della parola “autismo”, ma ci sarebbe tanto da dire e da conoscere.
Bisogna creare una “cultura consapevole” dell’autismo, per fare chiarezza riguardo ogni luogo comune sulla disabilità psichica, perché il diritto all’assistenza e all’educazione non può essere negato a nessuno.
Le persone autistiche hanno una sensibilità speciale, aiutiamoli a vivere meglio, senza preconcetti e senza pregiudizi. Tutti nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa per andare incontro a queste persone e alle loro famiglie, perché anche e soprattutto noi possiamo imparare tanto da loro.
L’autismo parla, dobbiamo solo saper ascoltare.

Raffaella Spadafora

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...