Violenza: ieri, oggi… non domani.

violenza donneQualsiasi forma di violenza meriterebbe una condanna ferma. E se parliamo di violenza sulle donne, si intuisce come questo fenomeno criminale e sociale, presente in ogni epoca umana, appunto ieri e oggi, sia ancora più inaccettabile. Eppure, nonostante ciò, i pericoli per molte donne si nascondono nei luoghi più apparentemente sicuri e protettivi: la propria casa, il proprio nucleo familiare.

Viviamo in un Paese in cui la famiglia è vista, agli occhi di tutti, come il luogo della crescita, degli affetti, dell’armonia, del dialogo, e della tranquillità. Purtroppo non è sempre così. Molte donne vivono in un ambiente di paura e violenza, violenza esercitata da padri, mariti, uomini di cui si dovrebbe aver fiducia. Le vittime vivono una sofferenza tale da rendersi incapaci di reagire, di difendersi, di prendere decisioni che le tutelino, ma soprattutto di chiedere aiuto. In tal modo i loro diritti vengono umiliati e le loro vite vengono messe a rischio dalle frequenti minacce e atti violenti subiti.

Tanto peggio è lo stalking, quell’“amore malato”, degli uomini che non accettano il fatto che le proprie donne li abbiano lasciati e la perseguitano fino a distruggerle psicologicamente. E nonostante anche questo reato sia severamente punito dalla legge, purtroppo, molte volte le donne per paura o per vergogna non denunciano questi avvenimenti. La prima causa di questa violenza apparentemente inarrestabile, risiede in una vera e propria “questione culturale”: al di là di ogni differenza geografica, religiosa, giuridica, la cultura di dominio, di sopraffazione dell’uomo sulla donna, è alquanto diffusa in tutto il mondo, e tra moltissimi uomini. Anche se difficili, il primo passo da compiere, per debellare questo fenomeno, sarebbe quello di lavorare su queste culture, soprattutto in quelle società più aperte e democratiche, dove sono ampi gli spazi d’azione. Sul piano della prevenzione, bisognerebbe sensibilizzare, in particolare, le nuove generazioni al problema, ed educando fin da bambini al rispetto della donna. E’ evidente che, troppo spesso, gli uomini non danno valore alle donne, ogni giorno trattate come pedine di un gioco al quale non le è permesso scegliere di non partecipare. Vittime di abusi che trasformano quell’unica vita che possiedono in un’odiosa prigione, dalla quale non si può uscire senza ferite. Uomini che provano piacere nello spezzare vite di persone innocenti, alle quali viene tolto il diritto più importante: la libertà. A tutti andrebbe insegnato che la donna è sinonimo di “vita”. La donna è una mamma che ti porta in grembo per nove mesi, e ti ama incondizionatamente. La donna è un dono di Dio, un essere speciale, straordinario. Non è un giocattolo né tanto meno una schiava, bensì un fiore. Ma non un fiore qualsiasi, il più bello e delicato, una rosa. Una rosa che, nella sua bellezza e nella sua fragilità, ha bisogno di amore e cura, e non merita di essere lasciata ad appassire, o peggio ancora, di essere calpestata. La donna va amata, onorata, mai disprezzata.
Violenza? Non domani

Adele Carpino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...