Diritti gay: tutela della persona o del tradizionalismo?

gayNonostante anni di dibattiti e nonostante il disegno di legge riguardante l’unione tra persone dello stesso sesso, che sembra voler dare una svolta in positivo all’attuale situazione, il no-stro Paese resta l’unico in Europa in cui non sono riconosciute nemmeno le convivenze. Matrimoni, adozioni e unioni civili, sembrano rappresentare agli occhi di molti una pretesa ingiu-stificabile da parte degli omosessuali. Nella moltitudine che strabuzza gli occhi in materia di diritti gay, rientrano soprattut-to i politici. Dovrebbero appunto essere i politici a garantire una buona amministrazione dello ius. É inconcepibile come, l’Italia, pur vantando una Costituzione, tra le più garantiste, rappresenti in materia di diritti gay una vergogna. Alla base di un qualsiasi ordinamento giuridico, degno di rispetto e fedeltà, vi è senza alcun ombra di dubbio la tutela della persona, quale massima espressione della civiltà. Mi vien da chiedere allora, molto semplicemente, se i gay non siano anch’essi delle per-sone, dal momento che per molti rappresentano fanatismi e insanità. Quel che manca nel nostro Paese è l’attuazione dei princìpi che hanno forgiato il nostro assetto giuridico. Nella discriminazione e nella negazione di diritti riconosciuti agli etero, viene meno l’attuazione del principio di eguaglianza. Non dovrebbe forse essere la legge uguale per tutti?! E’ ugua-glianza, il disprezzo di un sentimento tra persone dello stesso sesso? Cos’è più pericoloso, l’omofobia accompagnata al raz-zismo oppure la pretesa di due ESSERI UMANI desiderosi che il loro legame venga rispettato civilmente e trovi un rico-noscimento giuridico? La legge deve esser posta a favore delle persone, a passo con i tempi e con le esigenze che mutano in base al divenire; deve essere mediatrice di interessi, nella sod-disfazione della maggioranza e nella tutela della minoranza. Una politica conservatrice e tradizionalista, che ignora tali di-namiche, non è degna di rappresentare il popolo. L’omofobia è il frutto di una repressione sessuale, perché una sessualità lim-pida e chiara, non si sente minacciata da nessuno. Il nostro Pa-ese in questo risulta essere molto arretrato e i fatti lo dimostra-no. Da sempre, l’Italia sembra avere rincorso gli altri: divor-zio, aborto, diritti civili. La causa di questa indifferenza e freddezza è da attribuire all’ostruzionismo degli apparati poli-tici e della Chiesa, che sono molto forti. Basti pensare che in
alcuni Paesi, è consentita anche l’adozione ai single, e indiffe-rente risulta essere l’orientamento sessuale; l’unica cosa che conta è che le persone che adottano siano bravi genitori. Ma questo ovviamente è impensabile per l’Italia!
Quello di cui si necessita dunque, è una legge anti omofobia, in grado di tutelare e difendere dignitosamente LGBT dagli omofobi. Serve ciò, perché bisogna dar voce ad ogni aspetto dell’interiorità umana, perché bisogna evitare suicidi di adole-scenti e di adulti gay, e bisogna soprattutto restituire dignità alle vite segnate dalle discriminazioni omofobiche presenti in ogni dove. Prima di essere uomini o donne, siamo umani e in quanto tali meritiamo il rispetto e il riconoscimento dei diritti che attuano la DIGNITA’ della persona. Tutti devono sentirsi liberi di essere se stessi, e questa libertà, tanto citata nel nostro testo costituzionale merita considerazione. Iniziamo da noi stessi a porre in essere un cantiere, il cantiere della libertà, do-ve vi sia spazio per l’amore riconosciuto universalmente. Solo così, partendo in primis da noi stessi, possiamo sperare in un reale cambiamento e in un concreto ricongiungimento con gli altri Paesi, che in quanto a diritti gay, si sono mostrati molto più all’avanguardia della nostra nazione. Domandiamoci allo-ra, cosa è mancato al nostro Paese, perché versiamo in una condizione triste, in ogni ambito del sociale… capiremmo al-lora, che ci stanno ammazzando i sogni e la parola, la legalità e la giustizia.

Giusy de Marco

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