COLLABORAZIONE, PASSIONE E IMPEGNO: LA PAROLA AL PRESIDENTE!

A distanza di sei mesi dalle precedenti elezioni, lo scorso 10 novembre i membri dell’oratorio “Don Teofanio Pedretti” sono ritornati al voto. La parola al nuovo presidente, Giovanni Altomare, che ci parlerà un po’ di lui e delle idee che vorrebbe realizzare durante la sua “legislatura”.

Sei diventato presidente così, all’improvviso, dopo sei mesi dalle scorse elezioni, e in seguito a vari tumulti che hanno sicuramente compromesso la solidità e la stabilità del gruppo, hai avuto o hai paura di ciò?
In primo luogo colgo l’occasione per salutare e ringraziare tutta la popolazione di Cellara e tutti i lettori del nostro giornalino, perché grazie ai vostri consigli e alle vostre attenzioni,noi dell’oratorio, riusciamo a portare avanti tutte le nostre iniziative. Ritornando alla domanda che mi hai posto: diventare il presidente dell’oratorio, a mio avviso, significa guidare un gruppo fantastico, che negli anni è riuscito a portare “ventate d’aria fresca” nel nostro paesino. Effettivamente hai ragione, non era mai capitato che dopo circa 6 mesi si ritornasse alle urne, ma credo che non si debba avere paura di questo, sicuramente arriveranno momenti più difficili, ma con impegno e passione, che da sempre animano noi tutti, riusciremo a sopprimere eventuali paure o dubbi e ad andare avanti a testa alta come sempre.

Quando hai maturato la decisione di candidarti?
In realtà questa è una aspirazione che ho da anni, però a causa di diversi problemi personali non ho mai avuto la possibilità di mettermi in gioco e dedicarmi all’ oratorio in toto, come compete a un presidente. Tuttavia, questo desiderio non si è mai spento in me, così appena mi si è ripresentata l’occasione, senza pensarci neppure per un attimo, ho preso la palla al balzo, convinto di ciò a cui sarei andato in contro e determinato a fare tanto per l’oratorio. Ed ora eccomi qua, che cerco di realizzare i miei propositi.

A proposito, quali sono i tuoi progetti per questi due anni?
Noi ragazzi dell’oratorio abbiamo tantissime idee da proporre e da attuare durante questi due anni, mi riferisco ad attività culturali, religiose e ludico ricreative. Tra i nostri piani c’è sicuramente quello di allestire una biblioteca per la comunità, dove chiunque potrà recarsi per poter leggere un libro o anche noleggiarlo. Vorremmo migliorare il campo da bocce, cosi da permettere agli amanti delle bocce di coltivare la loro passione. Ci piacerebbe trasformare la parte posteriore della nostra attuale sede in un vero e proprio giardino o parco giochi. Questi sono solo alcuni dei progetti che ci siamo prefissati di attuare al più presto, ovviamente le sorprese saranno numerose e chiunque ci conosca dovrebbe saperlo già e dovrebbe aspettarsi di tutto da noi.

Cosa ti aspetti dai membri e anche dalla popolazione?
Sicuramente, dai membri mi aspetto piena collaborazione, passione e impegno, come dicevo prima. Il gruppo è composto da persone valide, che negli anni hanno dimostrato e fatto tanto, ma confidiamo moltissimo nelle nuovissime leve, che sicuramente devono crescere per poter formare l’oratorio di domani. Dalla popolazione di Cellara mi aspetto che continui a sostenerci come fa sempre e che continui a spronarci a fare di meglio offrendoci degli spunti per poter portare in atto nuovi progetti.

Cosa ammiri dei tuoi predecessori e cosa cercherai di migliorare rispetto a loro?
In questi anni la carica di presidente è stata ricoperta da persone molto importanti per me. Ho ammirato, aiutato e rispettato tutti i presidenti. Ricordo il mio primo presidente, colui che ricopriva questa carica quando io ero considerato una delle nuove leve dell’oratorio, ovvero Giuseppe Cosco , succeduto poi da Santo Perri, Mario Caputo, Cristian Mauro, Giusy Cundari e Sebastiano Saporito. Da loro prendo il meglio e ripartendo da questo mi pongo un traguardo: portare l’oratorio sempre più in alto.

Per concludere: nonostante la tua giovane età, avrai sicuramente sentito parlare dell’uomo, alla cui memoria è stato intitolata l’associazione di cui sei presidente. Cosa ti senti di dire su Don Teofanio?
È impossibile per un abitante di Cellara non aver mai sentito parlare di “Don Fano”. La sua presenza ancora oggi è molto forte nella comunità, i nostri padri lo ricordano e pensandolo inevitabilmente sorge un sorriso o scivola una lacrima sul loro volto. Ovviamente, a causa della mia giovane età, non ho potuto conoscere Don Teofanio Pedretti, ma già da piccolo, mio padre in particolare mi raccontava del suo modo di fare, dei suoi insegnamenti e del suo modo di gestire i rapporti. Ho sempre pensato che esistono due tipi di preti, quelli “impiegati” che vedono questo compito come un lavoro, celebrano solo la messa e sono poco presenti nella comunità, e poi esistono i preti “professionisti”, guidati da passione e fede, che entrano nelle case della loro gente, che sostengono gli ammalati, che senza saperlo, ti dicono quella parolina giusta nel momento giusto, che ti aiuta a crescere. Ecco Don Teofanio, più comunemente detto “DON FANO” , probabilmente è stato uno di questi ultimi. Portare avanti il suo nome per me e per tutti i membri dell’oratorio è da sempre motivo di orgoglio.

FRANCESCA NICOLETTI

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