GUERRA ALL’ISIS

Nelle scorse uscite del giornalino abbiamo parlato dell’Isis principalmente da un punto di vista storico, così, oggi, tocca farlo a proposito della nuova guerra del medio oriente, appunto, quella allo Stato Islamico. A partire dal 2012 lo Stato Islamico, guidato da Abu Bakr al- Baghdadi, è intervenuto nella guerra civile siriana contro il governo di Al-Assad, presidente attuale della Siria, e nel 2013, avendo conquistato una parte del territorio siriano, scelse la città di Raqqa come propria capitale. Fino al 2014 l’Isis estese il proprio controllo anche in Iraq, con la conquista di Mossul, proclamando la nascita del “califfato” il 29 giugno 2014. Le rapide conquiste dell’Isis, finalmente, attirarono l’attenzione della comunità internazionale, spingendo gli Stati Uniti e altri stati occidentali ad intervenire militarmente contro l’autoproclamato Stato Islamico. Dalla proclamazione del califfato, l’Isis si è reso protagonista di numerose esecuzioni, rapimenti, attentati, il tutto accompagnato da filmati pubblicati sul web con minacce e propaganda. L’Isis è attualmente considerato, a livello mondiale, una delle peggiori organizzazioni terroristiche mai esistite. Tra gennaio e febbraio del 2015 l’avanzata del califfato arriva fino in Libia, conquistando gran parte del territorio con una serie di attentati. Ma intanto, l’Isis continua ad avanzare in Siria e Iraq distruggendo edifici storici e religiosi, ed issando la sua caratteristica bandiera nera. Il 31 ottobre scorso, poi, un aereo russo è esploso misteriosa- mente nel deserto del Sinai causando la morte di tutte le 224 persone a bordo. Pochi giorni dopo, l’Isis ha rivendicato il fatto come un attentato, spiegandone i dettagli. Così, in risposta, la Russia ha deciso di attaccare le postazioni dell’Isis, avviando definitivamente un vero e proprio conflitto internazionale. Solo pochi giorni dopo, con l’attentato di Parigi che ha causato 130 vittime, si è avuto anche l’intervento di Hollande, attuale presidente della Repubblica francese, che ha dichiarato guerra allo Stato Islamico, dicendo anche che chi ha voluto sfidare la Francia, nella storia, si è sempre rivelato un perdente. Sul territorio mediorientale, intanto, già da molto tempo il po- polo curdo, gruppo etnico indoeuropeo che risiede nella parte settentrionale della ex Mesopotamia, combatte l’Isis per difendere il proprio territorio. Eppure, allo stesso tempo, viene bombardato dalla Turchia in risposta alla sua richiesta di indipendenza. La guerra all’Isis è tutt’altro che vinta o scontata, soprattutto se si considera che all’organizzazione islamista hanno già aderito circa 80.000 combattenti che hanno fatto crescere in modo esponenziale un gruppo terroristico che, fino a tre anni fa, contava appena un migliaio di militanti armati. Queste incredibili adesioni allo Stato Islamico, hanno permesso uno sviluppo della sua economia, rendendolo ricchissimo. Si pensi che, dopo la conquista della città di Mossul, l’Isis frutta quasi 3 milioni di dollari al giorno. A ciò, si aggiunga che in molti pensano che lo Stato Islamico sia finanziato o protetto dalla Turchia, e in passato lo sia stato dai Paesi arabi vicini agli Stati Uniti. Francia e Russia, dunque, attaccano insieme l’Isis colpendo Raqqa, già da dopo gli attenta- ti di Parigi. Mentre negli ultimi giorni è salita la tensione anche tra la Russia e la Turchia a causa dell’abbattimento del caccia russo al confine con la Siria da parte dell’esercito turco, portando Putin a parlare di serie ripercussioni sui rapporti tra Mosca ed Ankara. Come si vede quindi, la risposta agli attentati, e i bombardamenti aerei o eventuali futuri interventi terreni, sono frutto di azioni autonome da parte di alcuni Stati. Solo grazie ad una coalizione internazionale, però, e ed a un programma serio della comunità internazionale l’Isis potrà essere sconfitto. Si tratta, infatti, di un problema serio che interessa tutto il mondo, e non può più essere rinviato. Il terrorismo è una forma di violenza inaccettabile e va respinto con forza e unione.

FEDERICO MAURO

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