IL PATRIMONIO ARTISTICO DELLA CALABRIA C’È MA NON SI VEDE: IL CASTELLO NORMANNO SVEVO DI LAMEZIA TERME

Lamezia Terme è un comune nato nel 1968 dall’aggregazione di Nicastro, Sambiase, Sant’Eufemia. Gli storici nicastresi hanno scritto molto sul castello di Nicastro ma il problema più dibattuto riguarda l’epoca della sua erezione. Il castello di Lamezia Terme ha origini antichissime.Furono, probabilmente, i Bizantini nel IX secolo, per accogliere una ben nutrita guarnigione militare e difendere il territorio dalla penetrazione longobarda. Il castello, o meglio quello che ne resta delle sue imponenti mura, sorge su un promontorio roccioso, sul torrente Canne, nella frazione di Nicastro, a dominare il vecchio quartiere di San Teodoro. Tale posizione consentiva un’ottima difesa e il controllo della piana fino al mare. Notizie più certe attribuiscono la data della costruzione vera e propria del castello, al periodo normanno, ovvero tra la fin del XI secolo e l’inizio del XII secolo. Il castello, a quanto pare, fu costruito dai Normanni, in due tempi: la parte superiore alla fine del XI secolo, e la parte antistante durante il secolo successivo, e ciò è confermato dal differente spessore delle mura. Vari ampliamenti furono poi apportati nelle epoche successive. Fra i più consistenti si ricordano nel 1198 per ordine di Costanza D’Altavilla e, nel 1235 da suo figlio Federico II. Quest’ultimi lavori si limitavano al restauro del mastio pentagonale e all’ampliamento del perimetro verso la zona bassa. In questo periodo il castello non possedeva cinta muraria ma affidava la sua difesa, alle difficoltà di accesso al sito garantita dalla rocca. Al centro della facciata principale, esposta a mezzogiorno, c’è la porta d’ingresso, protetta da due robusti ed eleganti torrioni, mentre altri due torrioni, ora crollati, erano posti a difesa, rispettivamente, dei lati di levante e di ponente. Nella parte interna, a ridosso del prospetto principale e dall’ala orientale, c’erano le caserme dei soldati, i quali avevano a disposizione una piazza d’armi ed ampie cisterne, per la conservazione di abbondanti riserve d’acqua. La fortezza aveva una zona di rispetto che, dal lato orientale, arrivava fino al- la chiesa parrocchiale di San Teodoro. Se una persona, ad esempio, entrava a cavallo ed entrava nella zona proibita, veniva fermata dagli scudieri ed il Ca- stellano confiscava la cavalcatura del malcapitato. Durante la dominazione baronale, nel castello risiedeva il Ca- stellano, che era nominato dal feudatario e a lui restava legato da un giura- mento di fedeltà. Dal 1595 al 1783 la rocca fu destinata al carcere. Lo storico Giuliani sostiene che il castello servì principalmente per la difesa della città e lo dimostra dagli ampi squarci che furono aperti durante il Cinquecento, per sistemarvi i cannoni. A proposito dei carcerati nicastresi, i feudatari riservavano ad essi un trattamento particolare: se uomini, dovevano essere lasciati liberi nelle stanze superiori del castello; se donne, venivano affidate alla custodia di famiglie oneste di pari grado. Anche durante la dominazione angioina il castello fu sottoposto a lavori di restauro. Ampliamenti e ristrutturazioni furono ordinate da Carlo V di Spagna, che lo trasformò in un imponente fortificazione militare. Nel periodo feudale il maniero si trasforma in residenza nobiliare, ospitando la famiglia Caracciolo e successivamente la famiglia D’Aquino. Con l’azione devastatrice dei numerosi terremoti che si sono abbattuti in questi luoghi, il castello si avvia verso un lento processo di decadenza e abbandono. Nel 1609, in seguito ad un sisma, cadde un torrione e nel 1638 l’interno del castello fu gravemente danneggiato da un’altra forte scossa. In tale circo- stanza, i bastioni caddero sull’abitato, ed il castello, allora carcere, fu sgombrato. Fu definitivamente abbandonato, invece, in seguito al sisma del 1783. Nel 1992, l’Amministrazione comunale di Lamezia Terme, avvia un intervento di restauro di tipo conservativo, allo scopo di preservare i resti dell’antico castello, attraverso opere di consolidamento strutturale e monumentale. I ruderi del Castello di Nicastro sono inseriti nell’elenco degli edifici monumentali della Provincia di Catanzaro. Il Ministero della Pubblica Istruzione, in data 21.08.1914 al proprietario del tempo, comunicò che il Castello di Nicastro rivestiva carattere di notevole interesse storico. Attualmente i ruderi del castello “sono un mucchio di rovine, erette come vecchi scheletri di giganti sul vallone fragoroso, alle spalle del borgo di S.Teodoro”. Siccome però a questi ruderi è legata una parte della storia di Nicastro, è auspicabile che l’Amministrazione cittadina faccia qualcosa per la loro salvaguardia.

ELVIRA CAPASSO

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