IRAQ, TERRA DI GUERRA!

La prima volta che abbiamo sentito parlare di Iraq è stata alle scuole elementari, quando abbiamo studiato la storia della Mesopotamia. Ci parlarono di una feconda pianura situata fra i fiumi Tigri ed Eufrate, luogo che originò e accolse le più svariate civiltà e che, nel corso dei secoli, è stato location di molte guerre e conteso dai dominatori dei più grandi imperi della storia, come quello Ottomano, che si è dissolto nel secolo scorso, più precisamente durante il primo dopoguerra. Fu così che nel 1932 l’Iraq ottenne una pseudo indipendenza, infatti il paese continuava ad essere assoggettato al potere dell’impero britannico. Tuttavia, ancora oggi, nel XXI secolo, questa area è al centro di rivolte di natura economica, religiosa e culturale. Nello specifico sono i cospicui giacimenti di petrolio di cui questa terra dispone ad attirare l’attenzione delle grandi potenze mondiali. L’Iraq ha ottenuto una sorta di riscatto 10 anni fa: dopo un periodo di caos globale che aveva colpito il paese alla fine del regime dittatoriale di Saddam Hussein, dopo gli scontri con i paesi occidentali che avevano lo scopo di fermare il terrorismo e dopo tre tornate elettorali tenutesi nel corso del 2005, in seguito al referendum d’ottobre fu approvata la costituzione democratica dell’Iraq che da allora è riconosciuto come uno stato parlamentare federale, governato da un presidente della Repubblica. Tuttavia questo evento non segnò l’inizio della stabilità dello stato, anzi continuarono e continuano le azioni di guerriglia tra sunniti e sciiti; sicuramente non sono passati inosservati: il processo e l’impiccagione di Saddam Hussein, ritenuto complice del terrorismo islamico; le varie guerre civili scoppiate nello stato; le nuove elezioni tenutesi nel 2010; gli attacchi subiti dal nuovo Stato Islamico, meglio conosciuto con l’acronimo ISIS. Dal sorgere delle prime civiltà (sumera, assira e babilonese) ad oggi l’Iraq non ha mai vissuto periodi di stabilità: un territorio da sempre segnato da rivolte e conteso dai popoli, un territorio ricco di materie prime, ricco di storia, ma che da sempre non conosce pace, che non ha mai avuto un’opportunità di crescita culturale, solo guerra, distruzione e crudeltà. Si tratta di una striscia di terra dilaniata dal prototipo di uomo o popolo che sarebbe disposto a tutto pur di ottenere benefici e poteri. L’Iraq è sempre al centro di bombardamenti, guerre civili, guerre religiose e guerre di natura socio-economiche. Non sono solo gli iracheni a torturare la loro terra, ma è tutto il mondo che non da tregua a questo territorio, che molti millenni fa era noto come Mesopotamia ed era considerato la “mezzaluna fertile”. I secoli passano e un luogo che potrebbe conoscere uno sviluppo senza precedenti continua ad essere frenato dalla crudeltà dell’uomo. La domanda che spontaneamente ci si pone è: “ Tutto questo avrà mai fine? Ci sarà mai la pace in Iraq e Medio Oriente?”

FRANCESCA NICOLETTI

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