RITORNO A SUBURRA BREVI CRONACHE ROMANE. (ED UN BUON FILM)

Mafia Capitale, in breve È l’organizzazione di stampo mafioso che ha agito a Roma fino a dicembre 2014, precisamente fino alla diffusione dell’operazione Mondo di Mezzo, che conta 101 indagati e ha portato all’arresto di 37 persone. Le radici di questa rete criminale affondano di sicuro negli anni ’80 e nella famosa Banda della Magliana. A capo dell’organizzazione c’è Massimo Carminati, proprio una vecchia conoscenza della Banda, dalla quale Mafia Capitale mutua il “consenso”, i legami con la politica di strada, con le istituzioni, e con la microcriminalità. Rispetto alla Banda, però, da un principale interesse verso i classici traffici criminali, la nuova organizzazione si attesta su un livello più “raffinato”, quello cioè degli appalti pubblici e del controllo istituzionale. Stando agli inquirenti, Mafia Capitale agisce infatti su 3 piani: criminale (usura, estorsione, ecc.); imprenditoriale (edilizia, mense); amministrativo (appalti, immigrazione, emergenza abitativa). Interessante è la teorizzazione della struttura: in un’intercettazione al Carmina- ti, egli descrive il Mondo di Mezzo (quello in cui mafia e potere siglano accordi) situato appunto al centro tra il Mondo dei Vivi (quello della giustizia?, quello civile?) e il Mondo dei Morti (quello dei criminali, e delle loro vittime?). Quanto ai legami con la politica, basti citare che ai vertici dell’organizzazione starebbero, tra tutti, Salvatore Buzzi, esponente delle cooperative sociali e finanziatore di campagne elettorali, e Luca Odevaine, dirigente pubblico con vari incarichi al Campidoglio e al Viminale. Ovviamente tra gli indagati, molti so- no politici romani, alcuni provenienti dagli ambienti movimentisti dell’estrema destra, altri da partiti tradizionali. Intanto, il processo, iniziato a novembre, ha preso il via con le prime udienze, e probabilmente vedrà trascritte più di 7000 intercettazioni. Amministrazione Capitale, in breve Dal 30 ottobre scorso, Ignazio Marino non è più il sindaco di Roma, decaduto dopo le dimissioni di 25 consiglieri comunali (tra maggioranza e opposizione), e, di conseguenza, Francesco Paolo Tronca, ex prefetto di Milano, è stato nominato commissario straordinario. Dal 2013, il chirurgo prestato alla politica ha svolto il suo breve mandato tra una serie di disavventure. Marino ha infatti dato vita ad alcune buone pratiche amministrative, la trasparenza delle attività soprattutto, alternate però a numerose gaffes, che ne hanno minato fiducia e reputazione. Dalle multe alla sua Panda rossa, ai continui viaggi negli Usa, dai disguidi con Papa Francesco, alla pubblicazione delle proprie spese “allegre” di rappresentanza. Tuttavia, Marino non ha mai perso completamente il consenso pubblico, soprattutto perché considerato da una parte di cittadini come un “marziano” della politica romana, estraneo perciò alle vecchie logiche di potere della capitale e quindi anche a Mafia Capitale stessa. Eppure, la sua discesa dallo scranno del Campidoglio si è accelerata proprio con le vicende giudiziarie capitoline che portarono a cambi in giunta e continui scossoni. Non si mente, però, se si individua nel rapporto turbolento con il proprio partito d’appartenenza, e con il suo segretario Renzi, la principale causa di questo fallimento politico, dai tratti drammatici e patetici, fino al punto di spingere Marino prima alle dimissioni, poi alla decadenza un istante dopo averle ritirate. Suburra, in breve Se non vi è capitato di vederlo al cinema, vi consiglio di rimediare in qualche modo. Suburra è l’ultimo film di Stefano Sollima, tratto dall’omonimo romanzo di De Cataldo e Bonini, in cui si rappresenta il sistema Roma, come un groviglio indistinto tra tradizionali clan criminali della città, mafia locale e nazionale, politica di ogni parte, nella assoluta ed assurda assenza di “buoni”, della giustizia, o di una cittadinanza viva e non sottomessa. Il tutto all’alba delle dimissioni del Premier Berlusconi del novembre 2011 e di quelle successive e clamorose di Papa Ratzinger. La sceneggiatura buia e piovosa, la crudezza esplicita di alcuni momenti, la violenza indisturbata, e come già detto la totale assenza di una controparte buona, che quindi nega al pubblico di schierarsi, fanno del film un’assoluta novità nel panorama cinematografico italiano. Paradossale ma poco spontaneo che l’uscita in sala segua alle vicende di Mafia Capitale, anzi sembra raccontarla meglio di un giornale qualunque. Degna di nota, una coinvolgente colonna sonora. Ma cos’è realmente Suburra? Parliamo di un vasto e popoloso quartiere dell’antica Roma situato sulle pendici dei colli Quirinale e Viminale, ritenuto storicamente luogo malfamato, teatro di crimini e immoralità. … Cosa accomuni le vicende narrate resta da capire, ammesso che interessi a qualcuno e che abbia realmente senso. I massimi comun divisori sono Roma Capitale e il vuoto morale e politico in cui è sprofondata. Contenuti perfetti per un buon film o un buon romanzo, appunto. Ma è tutto vero.

CRISTIAN MAURO

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