Il nuovo virus Zika

Tra le tante preoccupazioni delle donne in attesa di un bambino, oggi, c‟è anche il rischio di contagio da Zika. Il virus Zika (ZIKV) è un virus appartenente alla famiglia Flaviviridae, genere Flavivirus, specie Zika e negli esseri umani provoca una malattia nota come “Zika” o febbre Zika simile alla dengue, malattia tropicale trasmessa dalla puntura di zanzara, che causa esantema simile al morbillo e in casi gravi anche shock circolatorio e quindi la morte. La Febbre Zika si contrae prevalentemente tramite punture di zanzare; molte specie di zanzara sono state identificate come vettori del virus tra cui, soprattutto, le zanzare appartenente al genere Aedes, in Italia note come Zanzare Tigre. Il virus fu isolato per la prima volta nel 1947 in un esemplare di macaca mulatta, della famiglia dei Primati, presente nella Foresta Zika dell’Uganda. Successivamente, nel 1968, fu isolato per la prima volta in esseri umani in Nigeria. Il virus Zika ha avuto un picco nel 2015 e il Paese maggiormente colpito è stato il Brasile dove si sono registrati tra i 440.000 e 1.300.000 nuovi casi. Dal Brasile, il virus si è diffuso anche nel resto dei Paesi dell‟America Latina come in Colombia, Salvador, Guatemala, Capo Verde, Figi, Vanuatu, Indonesia, Messico e Perù, per poi arrivare anche in Europa e in Asia. In Spagna è stato segnalato, il 4 febbraio 2016, il primo caso europeo di donna incinta contagiata dal virus Zika. Nel nostro Paese, fino al 6 febbraio 2016, sono stati registrati 9 casi di infezione da questo virus. Si tratta di persone venute a contatto con il virus durante un soggiorno in Sud America che, a seguito di controlli effettuati in Italia, hanno scoperto di essere state punte dalle zanzare Aedes. L‟ultimo caso segnalato da noi, è quello di una donna nello Spezzino, in Liguria, la quale è stata ricoverata e curata e adesso non presenta più nessuna infezione virale. La malattia provocata da questo virus è asintomatica nel 25% dei casi oppure determina una sintomatologia lieve. In tal caso, i sintomi possono essere febbre, eruzione cutanea, congiuntivite e cefalea e in genere durano un paio di giorni. L’infezione da questo virus nelle donne gravide si ritiene che possa determinare nel nascituro casi di microcefalia e di malformazioni fetali. Il paese con la situazione più grave al mo- mento è il Brasile che ha fatto registrare, al 27 gennaio, 4.180 casi sospetti di microcefalia fetale e 46 di bambini microcefalici morti.
A metà febbraio 2016, a livello internazionale, sono state rese disponibili, le carte antropometriche del progetto Intergrowth- 21st, promosso dall‟Università di Oxford e finanziato dal- la Fondazione Bill e Melinda Gates, al quale hanno partecipato 8 centri in tutto il mondo e tra questi l‟ospedale Sant’Anna della Città della Salute e l’Università di Torino. Le suddette carte, contengono i riferimenti per la diagnosi di microcefalia e sono attualmente disponibili, sia per i feti, che per i neonati alla nascita di tutte le età gestazionali; tali parametri permettono una valutazione della circonferenza cranica, della lunghezza e del peso in modo da permettere un‟accurata diagnosi. Oltre alla microcefalia, uno studio pubblicato su “The Lancet Infectious Diseases” ha messo in evidenza il sospetto che l‟infezione possa provocare la sindrome di Guillain-Barrè, una condizione rara in cui il sistema immunitario attacca i nervi causando la paralisi. Alcuni ricercatori colombiani, infatti, hanno dichiarato di avere individuato Zika nel sangue di cinque pazienti con la grave malattia paralizzante. L‟infezione provocata dal virus, potrebbe innescare, infatti, una reazione a catena per cui il sistema immunitario attacca i nervi e quindi porta alla paralisi del soggetto. Il 24 febbraio 2016, grazie ad uno studio condotto dell’Istituto superiore di sanità (Iss) si è avuta la conferma della possibilità della trasmissione sessuale del virus Zika: sono stati riscontrati, infatti, 14 casi di trasmissione del virus per via sessuale; tutti i casi riguardano donne che hanno avuto rapporti con uomini che erano stati in Paesi dove il virus è presente mentre, finora, non ci sono prove che il virus Zika possa essere tra- smesso sessualmente dalle donne agli uomini. Per evitare di essere contagiati da tale virus, in primo luogo, bisognerebbe limitare i viaggi nelle aree epidemiche soprat- tutto per le donne in gravidanza oppure, se non fosse possibile, evitare i luoghi ad alto rischio, utilizzare metodi di prevenzione contro le zanzare tra cui i repellenti a base di DEET, picaridin e IR3535, i quali sono ritenuti sicuri anche in gravidanza. Proprio perché è stato consigliato di evitare i luoghi a rischio, sorge il problema per le Olimpiadi che dovrebbero tenersi nel mese di agosto in Brasile: il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Margaret Chan, ha spiegato che non c’è bisogno di evitare di recarsi in Brasile per le Olimpiadi in seguito allo scoppio del virus Zika, perché i Giochi coincidono con l’inverno brasiliano, periodo di scarse precipitazioni in cui la popolazione di Zanzare Aedes è molta bassa.
Anche se il caso del Brasile è eclatante, il rischio di contagio, con la prossima estate, riguarderà anche il nostro territorio.

Giulia Venneri

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