Sanremo 2016: festival della canzone italiana e oltre …

“Tutti amano Sanremo”. Con questo slogan veniva preannunciata nei mesi scorsi la 66esima edizione di Sanremo, il festival della canzone italiana andato in onda su Rai 1 dal 9 al 13 febbraio e trasmesso dalla storica location, il teatro Ariston di Sanremo, appunto. Tanti gli slogan che di anno in anno hanno caratterizzato ogni singola edizione: indimenticabile quello del 1995 creato dal grande (“l‟ho inventato io”) Pippo Baudo, “Perché Sanremo è Sanremo!”. Ma soffermiamoci sulle ultime due edizioni, entrambe condotte da Carlo Conti che ne è stato anche il direttore artistico. Lo scorso anno venne ideato “Tutti cantano Sanremo” e a copresentare con Carlo arrivarono, oltre alla modella Roçio Muñoz Morales, due cantanti e vincitrici del Festival, Emma e Arisa; quest‟anno la scelta di cambiare predicato, da “cantano” a “amano”, e sul palco salgono Virginia Raffaele, Madalina Ghenea e Gabriel Garko, attori ma amanti della musica. La scelta sembra essere così giustificata. Ma è veramente questa la ragione? Inconsciamente le motivazioni sono al- tre: gli storici festival, dove sul palco salivano solo i cantanti in gara per presentare i loro brani inediti oramai sono acqua passata. Oggi chi ama e segue Sanremo deve imparare ad accettare tutto ciò che è di contorno alla gara: gli ospiti, cantanti e attori, italiani e non, le abitudinarie critiche che inevitabilmente si fanno spazio nelle manifestazioni di tale grandezza e i messaggi etico- sociali di cui l‟evento vuole farsi portatore, come la decisione di quest‟anno, di diversi cantanti, di esibirsi con dei nastri arcobaleno a favore delle unioni civili. In merito alla gara, venti sono stati i cantanti scelti a comporre la categoria “big”, mentre per la categoria “nuove proposte” abbiamo conosciuto otto nuovi artisti. La prima categoria ha portato
sul palco diverse generazioni e diversi stili musicali: da Patty Pravo, che ha scelto di partecipare alla competizione per festeggiare i suoi 50 anni di carriera, a Rocco Hunt, rapper napoletano, anima reazionaria propria della giovane generazione, che ritorna a Sanremo dopo la sua vittoria nella categorie “nuove proposte” di due anni fa; immancabili i prodotti sfornati dai talent come Lorenzo Fragola e Annalisa. Diversi anche i messaggi proposti: dalle vittime dell‟emigrazione di Irene Fornaciari, all‟interiorità femminile descritta da Noemi; all‟opposto, troviamo invece la atematica Vincere l’odio di Elio e le storie tese, eccelsi nell‟originalità ma banali nella stesura del testo che vede susseguirsi sette ritornelli senza alcuna logica. Ma come vuole la tradizione, a vincere sono sempre le canzoni che esprimono l‟amore nelle sue diverse vesti: medaglia di bronzo per la coppia inedita Caccamo-Iurato con Via da qui; al secondo posto Nessun grado di separazione di Francesca Michielin; trionfano gli Stadio con la loro Un giorno mi dirai, un‟emozionante dedica di un padre alla propria figlia. Vince invece nella categorie “nuove proposte” l‟esordiente, ma pieno di brio e padrone del palcoscenico, Francesco Gabbani con la sua Amen, pezzo innovativo che analizza la società in chiave ironica, nella quale descrive un mondo ormai finito alla rovescia. Ma parliamo un po‟ di numeri. La 66esima edizione è stata seguita da oltre 10 milioni di telespettatori con una media di share che ha raggiunto quasi il 50% (una persona su due ha guardato il festival). Boom di ascolti quindi che si aggiungono ai record storici delle edizioni presentate da Pippo Baudo, quando lo share raggiungeva anche il 75%. Ma la domanda viene da sé: è merito dei cantanti in gara se gli ascolti così elevati si ripetono di anno in anno, e quindi Sanremo è veramente seguito per ascoltare la musica inedita proposta?
La risposta la ritroviamo proprio nel dato degli ascolti. I picchi tra le varie serate sono dovuti agli ospiti, che soprattutto questa edizione non ci ha fatto mancare, almeno quattro per serata: dalla grande Laura Pausini, icona della musica italiana nel mondo, che esibendosi nella prima serata con la sua “Simili” ha incollato agli schermi più di 15 milioni di telespettatori, a Sir Elton John, atteso al festival, oltre che per le sue meravigliose canzoni, anche per la bufera scoppiata contro gli autori, accusati di aver scelto di ospitare il famoso cantante per strumentalizzare la questione sulle unioni civili; e ancora, da Eros Ramazzotti e Nicole Kidman nella seconda serata, alla reunion dei Pooh della terza, con Riccardo Fogli che ritorna nel gruppo dopo più di trenta anni (sembrava essere messo lì per caso!), da Elisa con la sua nuova hit “No Hero” durante la quarta serata, al maestro Renato Zero nella serata finale. Ascolti da record anche per l‟ospite Ezio Bosso, pianista, compositore e direttore d‟orchestra italiana, affetto da SLA dal 2011, che con la sua ironia illuminante e rivelatoria si è guadagnato la standing ovation più emozionate di questa edizione, esibendosi con la sua “Following a bird” e donando un profondo messaggio: “La musica siamo noi. […] ci insegna la cosa più importante che esiste: ascoltare!”. Tra critiche e consensi, quindi, questa manifestazione di anno in anno si evolve tessendo intorno a se una forte curiosità da parte di spettatori e non. Bisogna pertanto riconoscere l‟importanza che, vista la sua lunga storia, possiede per l‟intera popolazione italiana in patria e fuori (non dimentichiamoci che viene trasmessa in mondovisione). Continua a riempire le serate di molte famiglie che l‟aspettano con ansia e di molti giovani amanti della musica italiana. C‟è chi parla già di Sanremo 2017… cosa ci riserverà?

Parliamo dei conduttori del festival: bravissimo Carlo Conti, che incassa per il secondo anno consecutivo grandi consensi, grazie alla sua padronanza del palco, naturalezza e semplicità; bene Madalina Ghenea e Gabriel Garko (anche loro presentavano?) che hanno eseguito il loro compito al meglio: scendere le scale per poi sfilare fino a raggiungere il centro del palco. Ma in questa edizione la prima donna, la grande imitatrice, attesa forse più dei super ospiti è stata lei, Virginia Raffaele, la vera rivelazione di questo festival. Cresciuta tra le attrazioni del circo romano dei suoi nonni, Virginia ha da sempre imparato ad osservare ed estrapolare da ogni personaggio ciò che lo contraddistingue, che lo rende unico. In televisione si fa conoscere per le sue capacità in programmi come “Quelli che il calcio” e “Amici di Maria De Filippi” fino al tanto desiderato palco dell‟Ariston di quest‟anno, regalandoci i momenti più divertenti di questo festival (lo scorso anno partecipò come ospite nella serata finale, portando in scena Ornella Vanoni). Ha esordito nella prima serata con la bella Sabrina Ferilli, che con il suo fare ciociaro presentava i cantanti e prendeva le ordinazioni dell‟orchestra per la cena seguente, non senza qualche frecciatina, come quella riservata alla sua grande rivale (“mica so‟ „a Bellucci che sbatte l‟occhio e le arriva er bonifico”); nella seconda serata è la volta dell‟etoile Carla Fracci, leggiadra e delicata, altezzosa forse un po‟ troppo (“ad alta voce? Che volgarità!”), tanto da intendere il festival come una storica sagra e salutando l‟orchestra come una comune banda; spazio alla moda nella terza serata con Donatella Versace, personaggio preso di mira dalla Raffaele per gli innumerevoli interventi di chirurgia plastica e così, tra una battuta e l‟altra (riferendosi a Conti: “Bello il tuo outfit nero…Non il vestito, la faccia”), perdeva un orecchio e piegava bocca e naso così, per gioco; tanto attesa, nella quarta serata arriva Belen, con il suo paparazzo a mano in valigia e i suoi scandali che ne fanno il suo mestiere. Per la finale, finalmente, Virginia ha portato in scena se stessa, mostrando così al pubblico la sua maestria, sicurezza e spontaneità sul palco, presentando e ironizzando con gli ospiti. Che sia lei a presentare la prossima edizione del festival?

Domenico Spadafora

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