Variazioni infinitesimali di spazio dovute alla curvatura del cosmo

Sembra fantascienza, ma non è quello che direbbero gli scienziati degli esperimenti LIGO e VIRGO, che l‟11 febbraio 2015 annunciano al mondo che Albert Einstein, ironia della sorte esattamente 100 anni prima, ci aveva visto bene. In accordo con la celeberrima Teoria della Relatività, infatti, tutto ciò che nell‟universo possiede una massa, noi, il Sole, gli atomi di cui siamo fatti, crea un‟increspatura nella trama dello spazio-tempo, distorce la realtà. La nostra massa, però, è troppo piccola perché noi ci accorgiamo di distorsioni apprezzabili della dimensione in cui viviamo, ma immaginate due enormi corpi di 29 e 36 masse solari che ruotano vicini a velocità prossime a quelle della luce, finché non si fondono in un unico granello di sabbia 62 volte più pesante del sole; le restanti 3 masse solari si sono trasformate tutte in una enorme quantità di energia sotto forma di onde. Difficile da credersi, bisogna dirlo, eppure è proprio quello che è accaduto, e se stiamo qui a raccontarlo è perché la “magnifica catastrofe”, come è stata definita, ha avuto luogo a più di un miliardo di anni luce dalla terra. Un viaggio lungo un miliardo di anni, passando per il nostro piccolo pianeta e continuando per chissà dove. E‟ bene però spiegare brevemente come funziona un rilevatore di onde gravitazionali: si tratta di due lunghi tubi posti a L, perpendicolari quindi l‟uno all‟altro, attraversati ognuno da un laser. Il team di scienziati monitora costantemente il tempo che i laser impiegano a percorrere l‟intera lunghezza dei tubi, e, se un onda gravitazionale investe i rilevatori, i due tubi si accorciano e dilatano di miliardesimi di un metro costringendo quindi il laser a impiegare più o meno tempo a percorrerli, anomalia questa registrata proprio l‟11 Febbraio. Tutto questo segna una nuova era per la fisica e la scienza in generale: da oggi in poi saremo in grado di guardare l‟universo con altri occhi. Se fin ora ci siamo accontentati di studiare in generale la luce e le radiazioni emesse dal cosmo, ora possiamo guardarlo più a fondo, ricostruirne le forme, senza contare che sarà possibile compiere i viaggi nel tempo che ad oggi sono solo la trama di film fantascientifici (anche se, ovviamente, non da qui a breve) e quindi non essere più solo calcoli incomprensibili di uno scienziato creativo. Rimane da chiedersi a cosa serve concretamente spendere quasi 100 milioni di dollari per vedere due tubi accorciarsi e allungarsi. Ma chiedersi a cosa serve una scoperta sarebbe come chiedersi a cosa servono una canzone o un libro. Guardare lontano nei segreti dell‟universo è forse l‟unica cosa che ci distingue positivamente dagli animali. Soddisfare le curiosità, scavare nei misteri del mondo, sono bisogni quasi primordiali del genere umano, come quello di amare, di fare arte. Alzare gli occhi al cielo e sentirsi piccoli è un buon modo per imparare a rispettare la nostra vita e l‟esistenza di tutto il circostante.

Antonio Pugliese

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