«Misericordiosi come il Padre»

Le emozioni della chiusura dell’Anno Santo della Misericordia.

Anche se si chiude la Porta Santa, rimane sempre spalancata per noi la vera Porta della Misericordia, che è il cuore di Cristo». Sono queste le parole che Papa Francesco ha pronunciato durante la celebrazione per la conclusione del Giubileo Straordinario della Misericordia. L’Anno Santo della Misericordia, voluto fortemente da Francesco, si è chiuso il 20 novembre 2016, nel giorno di Cristo Re: solennità che, più di altre, suggella la vera essenza di questo anno santo: un anno per gli ultimi, un’occasione di riflessione, di riscatto, che ci ha invitato a riscoprire il centro, a ritornare all’essenziale. Milioni di pellegrini, durante l’Anno Santo, hanno attraversato la Porta Santa a Roma e, per la prima volta nella storia, anche nelle cattedrali e nei santuari di tutto il mondo. Chi si è recato a Roma nei giorni della chiusura dell’anno giubilare, ha potuto vivere un’esperienza unica. La Basilica di San Pietro e la sua piazza, sintesi maestosa di arte e fede, hanno accolto fedeli da ogni parte del mondo. Culture diverse hanno attraversato insieme la Porta Santa, portando la Croce della Misericordia. Un crescendo di emozioni: dal percorso del pellegrino, alla celebrazione solenne con il rito di chiusura della Porta Santa, fino all’incontro del Papa con i fedeli. Francesco sulla Papa mobile percorre tutta Piazza San Pietro regalando un sorriso che accarezza il cuore e l’anima. L’anno della Misericordia si è concluso, ma le opere di misericordia devono continuare. E’ proprio Papa Francesco che, con la sua lettera apostolica “Misericordia et misera”, indirizzata a tutta la Chiesa, invita tutti a «continuare a vivere la misericordia con la stessa intensità sperimentata durante l’anno giubilare». Nella lettera che chiude il Giubileo, Papa Francesco affronta il delicato tema dell’aborto, stabilendo che tutti i sacerdoti potranno assolvere chi si è pentito, non più solo alcuni vescovi. Dice Francesco: «l’aborto è un grave peccato, ma non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere». Il pensiero del Pontefice va anche ai bisognosi e agli emarginati; per questo istituisce la “Giornata Mondiale dei poveri”, che si terrà in novembre, per restituire dignità a milioni di persone che soffrono.

A cura di Alba Fuoco

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