Autostrada A2 “del Mediterraneo”: ogni Ulisse ritorna nella sua Itaca.

Il completamento della più famosa opera incompiuta,tra vecchie promesse, risultati e nuovi obiettivi

S ulla scia del “Piano costruzioni stradali e autostrada-li” previsto dalla legge 729/61, il 21 gennaio del 1962 iniziarono i lavori dell’Autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria. La promessa di terminare l’intera opera entro due anni fu infranta da interminabili dibattiti politici, andati avanti a suon di investimenti sbagliati e leggi poco valide, emanate in ragion del sacro dogma dell’ammodernamento infrastrutturale. La svolta epocale, tipica italiana, si ebbe con la tragedia del 02 marzo 2015. La conclusione, nel 2014, dell’ammodernamento del Macrolotto 3.2 (Laino Borgo – Campotenese), si concretizzò nel crollo della quinta campata del Viadotto Italia, che costò la vita ad Adrian, un operaio di soli 25 anni.
Ma come Ulisse riuscì, seppur con molti sacrifici, a sopravvi-vere, ritornando nella sua amata Itaca, così partì la sfida sull’autostrada: “il 22 dicembre (2016, ndr) l’infrastruttura sarà pronta. Il 22 dicembre la Salerno-Reggio Calabria sarà termi-nata come promesso.” Furono queste le parole di Matteo Renzi, pronunciate in qualità di Presidente del Consiglio dei Mini-stri, il 26 luglio 2016 a Laino Castello (CS).
Ennesime parole. Ennesima promessa che ricalcava quella del Presidente Amintore Fanfani, di ben 54 anni prima. Ma questa volta, il risultato è, evidentemente, sotto gli occhi di tutti. Sfatato il mito: l’Autostrada A3, il 22 dicembre del 2016, ha visto la conclusione dei suoi lavori di costruzione. Si completa il look della dorsale appenninica meridionale e le si cambia nome: nasce la A2, l’Autostrada del Mediterraneo. Lunga 436 km, da Fisciano (SA) a Villa San Giovanni (RC), si presenta percorribile tutta a tre e due corsie per senso di marcia, rispettando gli standard autostradali.
Si apre così una nuova fase, prevista dal piano di manutenzione 2016-2020, per conservare e implementare gli standard di comfort e sicu-rezza stradale, coinvol-gendo in particolar mo-do i tratti Morano Calabro-Firmo, Cosenza-Altilia (con la costruzio-ne di una complanare in direzione sud per i mez-zi pesanti) e Pizzo Calabro-Sant’Onofrio, e un piano di investimenti già in corso che trasformerà la nostra Autostrada nella prima smart road europea. Messi da parte i pregiudizi politico-sociali, quindi, bisogne-rebbe prendere consapevo-lezza dei risultati. Il Meri-dione ritorna in carreggiata. E come recita lo spot dell’Anas: “tra Campania, Basilicata e Calabria, c’è u-na strada dove ogni viaggio è una scoperta: è l’Autostrada del Mediterraneo.
Buon viaggio!”.

A cura di Christian Brutto

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