Cosa si nasconde dietro la rete?

Il fenomeno del cyberbullismo tra i pericoli della vita online dei giovani. 

Internet ha sicuramente aperto nuove possibilità per tutti. L’altra faccia della medaglia è però rappresentata dai rischi legati ad un uso improprio di questo strumento. Una particolare prova è data dal cosiddetto “cyberbullismo”, neo-logismo coniato attraverso l’unione di “cyber”, termine che attiene al mondo dell’informatica e “bullismo”, che indica il comportamento prepotente nei confronti di un’altra persona, allo scopo di umiliarla e isolarla nel gruppo dei pari. Per i giovani che stanno crescendo con le nuove tecnologie, la distinzione tra vita online e vita offline è minima. Le attività che i ragazzi svolgono online o attraverso i media tecnologici hanno quindi spesso conseguenze anche nella loro vita reale.
I modi di schernire, insultare, offendere le persone si sono purtroppo moltiplicati con la diffusione di internet, favoriti anche dal fatto che online il “bullo” può facilmente mascherarsi, nascondendosi ad esempio dietro una falsa identità, e così diffondere impunemente maldicenze o vere e proprie offese nei confronti della sua vittima. Il cyberbullismo è purtroppo un fenomeno in continua espansione, anche perché la Rete può consentire una diffusione immediata e capillare di qualsiasi messaggio: proprio questo ha determinato tra le sventurate vittime, episodi tristi, alcuni culmi-nati perfino in suicidi. Per capire la complessità del problema basta vedere alcuni numeri. Il 50% dei ragazzi vittima di fenomeni del genere pensa di suicidarsi, mentre l’11% cerca di farlo. Nel 2016 sono stati 235 i casi di cyberbullismo trattati dalla polizia postale. Fortunatamente uno spiraglio di luce in tutto questo buio sembra esserci, se si pensa alla definitiva approvazione della legge per il contrasto alle forme di cyberbullismo.
Non è forse la “legge migliore possibile”, ma un punto di partenza, come hanno ripetuto diversi deputa-ti dei vari gruppi parlamentari inter-venuti in aula, per dare una risposta efficace non solo di repressione, ma anche di educazione e formazione dei giovani rispetto a un fenomeno in preoccupante crescita.

A cura di Adele Carpino

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