L’incendio a Grenfell Tower: come è potuto accadere?

Dentro le cause del disastro di Londra, con uno sguardo all’Italia, tra prevenzione e normative.

L’incendio che ha devastato la Grenfell Tower di North Kensington a Londra, nella notte tra il 13 e il 14 giugno scorsi, rappresenta indubbiamente una tragedia di proporzioni incalcolabili, anche e soprattutto se si considera il gravissimo danno in termini di perdita di vite umane.
E’ doveroso, pertanto, analizzare l’accaduto e risalire alle cau-se che lo hanno determinato, non solo per individuare le re-sponsabilità di chi avrebbe dovuto garantire la sicurezza dei residenti, ma anche per recepire utili informazioni che consen-tano di prevenire il ripetersi di eventi così gravi.
Com’è noto, la Grenfell Tower – torre di appartamenti popolari (tower block), composto da 24 piani, alta 67,3 metri, conte-nente 129 appartamenti occupati da circa 600 abitanti – in una manciata di minuti è stato invasa e distrutta, banalmente, da un incendio causato dal malfunzionamento di un frigorifero (Hotpoint FF175BP).
Probabilmente, un semplice estintore azionato nei primi istanti sarebbe bastato a sventare questa tragedia, ma purtroppo le abitazioni erano sprovviste di tali apparecchiature e quelli presenti pare non fossero in regola con i controlli periodici previsti.
La veloce propagazione delle fiamme, a partire dal quarto pia-no fino al tetto dell’edificio, è stata favorita dalle finestre aperte per il caldo e dalle scarse qualità dei materiali di rivestimento delle facciate. Praticamente nulla si è potuto fare per dominare ed arrestare l’impeto del fuoco. Le informazioni finora diffuse dai media britannici conferma-no che recentemente, per il rivestimento delle facciate esterne della torre, erano stati utilizzati i pannelli sandwich “Reynobond PE”, contenenti uno strato isolante interno in po-lietilene con cattive proprietà di reazione al fuoco.
Pare che la scelta di tale materiale (piuttosto che quella dell’altra versione disponibile, la “Reynobond FR”, dotata in-vece di uno strato interno di trattamento ritardante l’incendio) sia stata dettata esclusivamente da ragioni di contenimento della spesa da sostenere. Solitamente, la versione infiammabile “Reynobond PE” viene installata in edifici di piccole dimensioni e non certamente in torri residenziali e, in alcuni stati come gli Usa, è stato addirittura vietato per gli edifici più alti di 12 m.
Da quanto è emerso, invece, nel Regno Unito risultano essere circa trentamila gli edifici che presentano una simile tipologia di rivestimento, almeno venti nella città di Londra, in costru-zioni adibite a residenze popolari e con un numero di piani su-periore a 11.
Altro aspetto da non sottovalutare nella successione dell’accaduto è da riferire alla modalità di montaggio del rivestimento di facciata, volto teoricamente a migliorare le prestazioni di isolamento termico (rivestimento a cappotto) e migliorare l’impatto estetico di un vecchio edificio popolare in un quartiere benestante. Nel caso della Grenfell Tower, purtroppo, l’intercapedine di 5 cm presente tra la muratura di supporto ed il rivestimento di facciata, ha svolto le funzioni di un camino, dentro il quale l’incendio si è propagato a velocità molto superiori alla norma e le fiamme hanno raggiunto dieci volte l’altezza tipica. Inoltre, l’assenza o il mancato funzionamento dell’impianto sprinkler negli alloggi (impianto di spegni-mento automatico) ha escluso qualsiasi misura di mitigazione dell’incendio. L’eventuale presenza di tali impianti, anche solo lungo le vie di fuga, avrebbe reso le stesse agibili per un tempo maggiore, per-mettendo ai residenti la possibilità di evacuare l’edificio.
Peraltro, non era presente neppure una rete idrica antincendio interna che, anche a secco, avrebbe permesso ai soccorritori di tentare di arrivare con l’acqua ai piani più alti, irraggiungibili invece dalle lance arrivate in soccorso. Ancora, qualora le scale interne fossero state dotate, ad ogni accesso di piano, di un sistema di filtri a prova di fumo, questo avrebbe permesso una maggiore agibilità del vano scala e quindi un esodo più efficace.
Alla vista delle tremende immagini della tragedia viene da chiedersi se un evento così potrebbe accadere anche in Italia.
Pur non potendo escluderne del tutto la probabilità, c’è da dire che per le nuove costruzioni private e per gli edifici pubblici la normativa vigente italiana è tra le più rigorose e severe d’Europa.
Inoltre, il numero di edifici di elevata altezza in Italia è di gran lunga inferiore a quello del Regno Unito, per esempio, Londra conta cinquantadue edifici di altezza superiore ai 100 metri, mentre sono trentatre in totale in Italia e quasi tutti di costru-zione successiva all’entrata in vigore del DM 16.05.1987 “Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abita-zione”, che prevede, tra le altre cose, la presenza di una rete idrica antincendio interna con almeno un idrante per piano.
Nel nostro paese, gli strumenti normativi, unitamente al sistema di controllo dei Vigili del Fuoco, se applicati correttamente, dovrebbero assicurare sulle nuove costruzioni un’efficace prevenzione da incendi come quello della Grenfell Tower di Londra.
C’è da considerare, però, che il nostro patrimonio immobiliare è vecchio e dunque sarebbe opportuno fare uno screening che consenta di stabilire come e in quali edifici dover intervenire, oltre a chiarire chi potrà aiutare i cittadini a ricevere opportune indicazioni per i necessari adeguamenti e per la messa in sicu-rezza.
A questo proposito, da tempo il CNI (Consiglio Nazionale de-gli Ingegneri) sta proponendo l’istituzione del fascicolo del fabbricato, che rappresenterebbe di sicuro il primo passo per conoscere l’effettivo stato di ciascun immobile – la sua vulnerabilità, i punti di forza e di debolezza – per capire se e come intervenire affinché possa essere luogo sicuro per le persone che lo utilizzano.

A cura dell’Ing. Benedetta Scaglione

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...