Lezione d’amore

Fatti e aneddoti di cani che amano più delle persone.

“Più conosco gli uomini e più amo le bestie” diceva, amaramente, Trilussa.
Il pensiero del poeta può sembrare ec-cessivo e per alcuni versi lo è, ma pro-viamo a ricordare solo qualche episodio, qualche episodio fra i tanti che più ci hanno colpito e troveremo, forse, meno eccessiva e meno amara questa conclu-sione.
Questo pensiero di Trilussa richiama alla mente due casi, forse i più eclatanti che hanno riempito la cronaca nera di televisione e stampa.
In una scuderia, riporta “Striscia la notizia”, gli animali ospitati venivano mal-menati, torturati, seviziati. I proprietari, vistisi scoperti e sospettando di essere stati denunciati dallo stalliere, hanno inflitto al malcapitato il “giusto castigo” di sevizie e torture.
Ed è solo dello scorso anno la notizia, finita sulla stampa nazionale e locale, dei maltrattamenti subiti da un povero cane, colpevole solo di essere stato abbandonato. Alcuni giovani, per rompere la monotonia della loro inutile quotidianità, hanno prima torturato e poi ucciso il povero animale. Il caso commosse l’opinione pubblica, intervennero le associazioni animaliste che denunziarono l’accaduto alla magistratura. Con amarezza bisogna riportare che il fatto avvenne a Sangineto (Cs).
A questi episodi estremi bisogna aggiungere le malvagità dei “purificatori”, di quelli cioè che per eliminare il randagismo, disseminano per le strade “gustosi” bocconcini avvelenati. Infine ci sono i bravi genitori, tanto te-neri e affettuosi, che regalano ai loro piccoli dei simpatici e veramente affettuosi giocattoli: dei cucciolotti che però col tempo danno fastidio, in modo parti-colare quando si va in vacanza. Così, come rimediare a questo inconveniente? Semplice: abbandonando il cagnolino per strada!
Ci si augura almeno che il vile gesto non venga fatto davanti ai propri figli. Sarebbe un grave e pericoloso esempio. Per fortuna, però, ci sono anche molte persone che amano questi poveri animali e che con sacrificio li accolgono e li custodiscono sopportando anche le incomprensioni di amici, parenti e vicini di casa. Questa cronaca infatti è dettata da un episodio molto significativo a parere di chi scrive, capitato a due amici sensibili e generosi, che hanno reso la propria casa un rifugio di molti cani abbandonati ma fortunati perché nella nuova dimora troveranno a iosa quell’affetto mai avuto.
Gli animali a volte sanno, più degli u-mani, fare tesoro delle loro disavventure.
Un volta, infatti, arrivò davanti al loro cancello una cagnetta malconcia per i maltrattamenti subiti. Ebbene, da quel giorno non ha mai più varcato la soglia del cancello, mai più ha messo il naso fuori dalla porta per paura di essere chiusa fuori. Un’altra volta trovarono una coppia di cani ancora cuccioli, ma con le caratteristiche dei cani di grossa taglia. Ma in questa casa non si fanno discriminazioni: tutti vengono accolti col solito affetto che i cani sanno ricambiare con lo stesso amore, a volte perfino pericoloso per via della loro mole! Entrambi continuarono a vivere qui, fino a che un bel giorno, uno dei due cani si ammala e, malgrado le amorevoli cure dei nuovi proprietari, muore. Il cane superstite lo cerca mugolando in tutta la casa, rifiuta il cibo, ogni cura, rifiuta persino l’amore che i suoi padroni gli prodigano. Tutto inutile, dopo otto giorni muore. La mia amica ricorda ancora con commozione l’episodio.

A cura di Anna Crocco

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