Una rosa per Marinella

Il gruppo di volontari cellaresi del decoro urbano si presenta ai nostri lettori

Dopo la bellissima e partecipata manifestazione tenutasi a Cellara il 20 agosto scorso, la cerimonia per il 3° concorso di “Cellara in fiore”, è doveroso fare dei ringraziamenti in merito, ma soprattutto corre l’obbligo informare il più possibile sulle attività di volontariato che già da tempo si svolgono allo scopo che venga-no apprezzate le bellezze del nostro paese e soprattutto i vicoli caratteristici del centro storico.
Una rosa per Marinella ha il compito di coinvolgere più persone possibili che periodicamente e disinteressatamente si mettono a disposizione attraverso pian-tumazioni, potature, pulizia di aiuole, in diversi punti del nostro paese, davanti alle nostre chiese, al cimitero.
L’associazione vuole sottolineare l’importanza di queste iniziative e tutte le cose positive che da esse ne derivano, come il coinvolgimento di diversi gruppi sociali e diverse fasce d’età, ognuno con un compito specifico. Con il prezioso aiuto dei ragazzi dell’oratorio e l’importante collaborazione di alcuni cellaresi attenti e sensibili, nasce l’appuntamento sopracitato: Cellara in fiore: addobbare a festa il nostro paese, specialmente nel mese di agosto, in occasione della festa patronale. Il giorno specifico del concorso viene costituita una giuria composta da persone preparate nel campo di fiori e addobbi, tenendo conto di alcune regole cui i concorrenti devono attenersi. Quest’anno, tutti quel-li che vi hanno preso parte sono stati premiati per l’impegno, la costanza e la dedizione, nella piazzetta dedicata a Marco Reitano, con una piccola ma significativa cerimonia di ringraziamento e un premio simbolico.
Inoltre resta una fetta di cittadini a cui rivolgere tanta gratitudine, coloro i quali ci sostengono con un prezioso contribu-to economico per far fronte alle piccole spese.
Insomma, fare volontariato gratifica, appaga, motiva a fare di più e meglio. Tut-tavia è un compito dispendioso di ener-gia e ci rende maggiormente impegnati se il numero di volontari è esiguo. Per questo, vogliamo estendere ancora una volta l’invito a tutti, giovani e adulti, bambini, professionisti del settore e non. Nessuno si senta escluso.

A cura di Silvia Caputo

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