Ti aspetto fuori!

“Ti aspetto fuori”: tipica affermazione di chi, dopo un litigio, aspetta l’altro per continuare a discutere.
In questo caso però, è il titolo della missione giovanile svoltasi dal 3 all’11 marzo tra Cellara e Piane Crati. Una ventina di giovani e alcuni sacerdoti e consacrati hanno animato questa esperienza “insolita” che vuole ravvivare in tutti la vocazione battesimale di ognuno: evangelizzare nell’Amore. Ma cos’è una missione? La missione è un momento di incontro e condivisone delle proprie esperienze alla Luce di Dio. E’ anche una sfida contro i propri limiti, un’opportunità di uscire fuori dai soliti schemi quotidiani per vivere al meglio la comunità insieme a giovani di luoghi e culture diverse.
Agli occhi di molti potrebbe sembrare che noi missionari venuti da fuori parrocchia siamo stati i protagonisti di questa missione, ma in realtà l’unico grande protagonista è stato Dio che attraverso ognuno ha voluto infiammare il cuore di tutti. Anche noi, come spesso abbiamo detto nei giorni trascorsi insieme a voi, abbiamo ricevuto tanto. Eccone un esempio attraverso le esperienze di alcuni ragazzi:
Jakub proveniente dalla Repubblica Ceca dice: <<Ho conosciuto gli Oblati di Maria Immacolata circa 8 anni fa ed insie-me a loro ho coltivato la mia dimensione spirituale, sperimentando la bellezza di sentirsi parte di un’unica famiglia, sono riuscito ad uscire fuori dal mio guscio. Sono partito per partecipare a questa missione senza sapere cosa mi aspettasse e con il limite della lingua. L’accoglienza è la perla che mi porto dentro ed è sinonimo di missione per me. Nel mio Paese la maggior parte delle persone non sono credenti e neppure disposte al dialogo, anzi, tendono ad ostacolare ogni forma di evangelizzazione. Ho vissuto il mio “ti aspetto fuori” durante l’incontro di comunione di giovedì 8 marzo, durante il quale sono riuscito a comunicare e a condividere alcune mie esperienze molto personali, nonostante le difficoltà linguistiche.>>
Edoardo da Roma ci racconta: <<Ho conosciuto questa Congregazione missionaria degli OMI quando ero appena adolescente. Ciò che mi ha colpito maggiormente di questa missione appena vissuta è lo sguardo di ammirazione con il quale ci osservavano le persone che incontravamo: ai loro occhi sembravamo perfetti. Mi sono chiesto, allora, quale fosse il motivo di tutto questo, ed ho capito che è l’Amore di Dio che fa la differenza tra fare e vivere le cose. Per aspirare allo straordinario basta mettere il Suo amore nell’ordinario. Ho vissuto il mio “ti aspetto fuori” perseverando nei momenti di stanchezza, come per esempio durante i tornei o durante le visite nelle scuole.>>
Francesca, anche lei da Roma: <<Anche io, come Edoardo, conosco gli Oblati sin da adolescente. Per poter partecipare a questa missione ho scelto di mettere da parte aspetti importanti della mia vita in questo momento, co-me per esempio la ricerca di un lavoro. Ho vissuto il mio “ti aspetto fuori” negli incontri casuali con i ragazzi, quelli che avvenivano per le strade. Benchè i primi giorni io sia stata limitata dalla mia timidezza, poi ho deciso di uscire fuori da me per aprirmi alle storie dei ragazzi.>>
La fine di ogni missione lascia un piccolo vuoto dentro ognuno di noi, per le amicizie appena nate e per la voglia di continuare a vedersi ancora; ma ciò che ci rassicura è l’unione della preghiera che ci fa sentire un unico cuore in Lui.
Ringraziamo ancora una volta Cellara e Piane Crati per essere stati la casa di ognuno di noi e ci auguriamo che la missione continui sempre, che gli oratori, le chiese e le strade possano rifiorire ed essere luogo di comunione e di incontro per tutti.
A cura dell’equipo missionario oblato

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