Forse che sì…forse che no!

I primi passi del nuovo governo.

Oggi esprimersi sulla nostra situazione politica è un po’ ” molto” azzardato.
Il risultato elettorale del 4 marzo ha aperto uno scenario politico al quale non eravamo abituati. Chi mai avrebbe immaginato che ci potessero essere due vincitori!
Commenti, critiche, ipotesi, si sono susseguiti, ma poiché si dice che la politica è
l’arte dell’impossibile, ecco che il problema in un tempo politicamente breve è stato risolto. Non più alleanze fra partiti diversi pur sempre accomunati da una ideologia parallela, ma un “contratto” firmato dai due vincitori e nel quale si sono stabilite le priorità da affrontare e assegnati i ministeri, guidati dal premier Giuseppe Conte.
I due leader della Lega e del Movimento 5 stelle, rispettivamente Matteo Salvini e Luigi Di Maio si sono messi subito all’opera per rispettare gli impegni presi verso i propri elettori. Ovviamente ogni loro mossa è preceduta e seguita da dibattiti televisivi estenuanti sulla possibilità di riuscita della loro politica e la tenuta della loro alleanza.
Malgrado il tanto discutere degli osservatori politici e non, il contratto sarà rispettato, pena la credibilità dei due leader, fino alle elezioni europee le quali dovrebbero legittimare l’autorità di Di Maio a sinistra (?) e di Salvini a destra. Solo dopo queste elezioni si riparlerà di elezioni politiche.
Purtroppo però la posizione dell’Italia è molto grave .
Per la sua collocazione geografica è approdo facile dei poveri migranti, ma è anche
lasciata sola a risolvere il problema. Salvini, durante la campagna elettorale, ha sempre dichiarato di voler trattare con Bruxelles alla pari, di non accettare supinamente le imposizioni di nessuno e soprattutto, cosa che ha subito dimostrato di voler fare, di arrivare a stabilire un’ equa distribuzione dei migranti.
Questa nuova politica italiana ha subito evidenziato la fragilità dell’Unione Europea, forse già intuita dall’Inghilterra, uscita per tempo ed in fretta dall’Unione molto traballante, che mette in pericolo anche il Trattato di Schengen. Se cosi fosse l’Italia per la sua posizione geografica si troverebbe a gestire da sola il flusso dei migranti. Salvini ha ben capito l’indisponibilità degli Stati europei a sostenere l’Italia e le sue recenti visite ad alcuni stati dell’Africa dimostrano chiaramente la sua nuova politica, il suo nuovo modo di sostenere i paesi africani nel superare le loro crisi, provando a garantire all’Italia sicurezza e benessere.
D’altra parte, però, gli Stati europei dovranno capire questa nuova politica e non ritirarsi ognuno nel suo isolazionismo, che come ci ricorda la storia di un recente passato, ha provocato ben gravi conseguenze in tutto il mondo.

A cura di Anna Crocco

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