We’ll B Wolves

Il Cosenza Calco in serie B dopo 15 anni

Sarà capitato anche a voi di avere una squadra del cuore, che vi incolla alla tv, che vi fa gioire o disperare, che vi emoziona in ogni sin-gola partita disputata, che vi porta a seguirla in tutte le partite giocate in casa e per la quale sareste disposti a macinare innumerevoli chilometri in trasferta, solo per sostenerla. È la passione per il calcio, insita in ognuno di noi, il gioco più bello del mondo, collante sociale da oltre un secolo che sposta masse, ma crea anche sogni ed emozioni. La magia provocata da un pallone che rotola, amico fedele fin dall’infanzia di ogni bambino, coinvolgente, trascinante, è tornata a far visita alla Città Bruzia, sulle rive del Crati, dove sembrava che il binomio Cosenza – Calcio fosse ormai rotto, o almeno strappato ai cosentini da vicissitudini decennali che avevano spazzato via gli antichi fasti dei Lupi della Sila.
“Sembra impossibile”. Era questo il leitmotiv che echeggiava in ogni singola strada, o locale, o gruppo di amici della nostra Cosenza durante la storica cavalcata dei Lupi verso il sogno chiamato Serie B. La stagione 17/18 era iniziata con la solita rivisitazione dell’organigramma societario che aveva portato un nuovo allenatore ed un nuovo DS alla corte del Presidente Guarascio, nonché ad una nuova ed intensa campagna acquisti che aveva stravolto il precedente organico, ormai logoro dal ciclo quinquennale che vedeva il Cosenza imporsi in Lega Pro come una delle squadre più solide e durature, senza dimenticare il conseguimento della Coppa Italia di Lega Pro (unica squadra calabrese ad aver vinto un titolo nazionale). Le aspettative suscitate fin dall’inizio non venivano rispettate, tanto da veder il Cosenza penultimo dopo le prime sette giorna-te di campionato. Lo scossone dietro l’angolo non si fa attendere, con il solle-vamento dall’incarico del mister e l’arrivo sulla panchina di Piero Braglia, un lusso per la categoria. I mesi a venire saranno più sereni per la compagine rossoblù, con una risalita tenace e repentina fino ai primi 7/8 posti della classifica. In città si assisteva alla solita stagione del Cosenza, il quale si piazzava nelle prime posizioni, ma non arrivava mai a lottare per i primissimi posti. La solita stagione che vedeva protagonisti i soliti 2000 tifosi al Marulla e il disinteresse di una città ed una provincia abituati alla magnificenza (ormai lontana) degli anni ’80 e ’90. I rossoblù a fine campionato si assestano in quinta posizione, accedendo ai play off insieme alle altre 28 squadre classificatesi nelle prime 10 posizioni dei tre gironi dei lega pro. Un campionato nel campionato, visto che per coro-nare il sogno serie B il Cosenza doveva affrontare altre 10 partite oltre alle 36 disputate avendo solo un risultato utile: la vittoria. Da qui tutto quello che è successo in quel mese (9 maggio-16 giugno) ha i contorni di un sogno, di una favola, di un qual-cosa che neanche ad immaginarlo poteva essere così straordinariamente emozionante. Partita dopo partita i Lupi rossoblù, grazie ad una condizione atletica straripante e ad un condottiero abile e preparato, dominavano contro compagini molto più at-trezzate, con maggiori disponibilità economiche e con bacini di utenza superiori alla squadra bruzia. Indimenticabili le notti di Trapani, San Benedetto del Tronto e la semifinale di ritorno contro il Südtirol che vedeva un San Vito-Gigi Marulla gremito in ogni ordine di posto, con una Città ed una provincia intera pronti a sostenere i Lupi fino alla conquista della finale. Il 16 giugno si è di-sputata la finale play off contro il Siena, altra squadra storica del panorama italiano. Allo Stadio Adriatico di Pescara. 12.000 cosentini al seguito in una serata che ha riscritto la storia del calcio a Cosenza. SemBrava impossiBile! Il 3-1 finale sanciva il ritorno in cadetteria dei Lupi a 15 anni di distanza dall’ultima volta. Quindici anni di fallimenti societari e annesse resurrezioni, di cambi e ricambi al vertice, di promozioni conse-cutive terminate nuovamente con il baratro del dissesto economico, con le revoche del titolo storico, di trasferte in campi di provincia, di umiliazioni di una tifoseria che aveva scritto pagine importanti, che aveva lottato su tematiche mai così attuali come l’accoglienza e l’aiuto verso il prossimo, che si era battuta affinchè il movimento ultras non sparisse nel capoluogo bruzio. Una vittoria che ridà slancio non solo alla Città di Cosenza, ma alla sua gente che non ha mai smesso di amare questi colori. Una ca-valcata trionfale da dedicare a chi ha scritto pagine importati della nostra sto-ria. Ai compianti Gigi Marulla, Donato Bergamini e Massimo Catena, a Piero Romeo capo degli ultras, a Ettaruzzu, al Biondo, a Salvatore e Turiddru, a Paoletta, ad Andrea Arcuri. A chi non ha mai smesso di sostenere il Cosenza, la Curva Sud, la Tribuna, Donato Bergamini, Kevin Marulla, Claudio Dionesalvi, Sergio Crocco e a tutti gli altri che hanno fatto del Cosenza uno stile di vita, una fede. A noi ragazzi di Cellara presenti in gruppo e sui gradoni del Marulla da oltre 10 anni e a chi c’è stato prima di noi. Ai tifosi storici che non hanno abbandonato la squadra da quella trasferta di Lecce fino alla notte di Pescara. Alle nuove generazioni colorate con i vessilli rossoblù. Cosenza è pronta a ricalcare quei palcoscenici che l’hanno vista protagonista insieme ai suoi tifosi e alla sua gente. Ci aspetta un nuovo campionato da vivere con la sciarpa al collo e la voce squillante a difesa dei nostri colori, della nostra terra e delle nostre radici perché il Cosenza non è una semplice squadra, ma l’emblema del nostro modo, unico, di rappresentare la nostra mentalità e la nostra maniera di vivere. C’mon Wolves C’mon!!!

A cura di GianMarco Andrieri

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