COSENZA: RE ALARICO E I LAVORI INFINITI

Giorno 21 Ottobre a Roma presso la Camera dei Deputati, sono stati presentati i progetti per i lavori di scavo alla ricerca del tesoro di Alarico. La leggenda narra che Alarico, re dei Goti, dopo aver saccheggiato Roma nel 410 d.C, mise le mani su immense ricchezze; tre giorni dopo il saccheggio, Alarico si incamminò verso la Calabria per raggiungere l’Africa, ma l’arrivo di una tempesta lo portò a preferire l’attesa della bella stagione in Calabria per affronta- re il lungo viaggio; purtroppo il re nei giorni di attesa in Calabria si ammalò e morì. Venne seppellito insieme al suo ca- vallo, l’armatura e il suo tesoro nel letto del fiume Busento; gli uomini di Alarico lavorarono in modo molto organizzato per evitare che la tomba del loro re venisse profanata, così deviarono il corso del fiume utilizzando migliaia di schiavi che al termine del lavoro furono trucidati con lo scopo di non lasciare nessun testimone della sepoltura.
È partita giorno 16 novembre la ricerca della tomba di Alarico e del grande tesoro, che ha avuto inizio all’incrocio tra il fiume Busento e il fiume Crati, attraverso le nuove tecnologie come droni e georadar che permettono di rilevare nel terreno la presenza di oggetti, i quali possono tornare utili ai lavori di ricerca. Se il tesoro di Alarico tornasse alla luce, si calcola che il suo valore sia di 25 tonnellate d’oro e 150 d’argento, ma la sua importanza culturale sarebbe incalcolabile poichè rappresenterebbe radici importanti della civiltà occidentale. Quattro sono le aree individuate e sotto osservazione, tra cui le grotte dell’Alimena, il greto del fiume Iassa, la confluenza del fiume Acheronte con il Crati e la confluenza del Busento con il Crati che è la prima zona in cui sono iniziate le ricerche. Lo staff, impegnato nei lavori di ricerca,
sembrava molto positivo ed ottimista per le zone individuate nella fase di telerilevamento, che potevano portare ad una maggiore facilità degli studi. L’amministrazione del sindaco Occhiuto, come scritto precedentemente, aveva presentato i progetti di ricerca alla Camera dei Deputati, e ciò prevedeva sei mesi di lavori per individuare la tomba del re dei Goti e trovare qualche reperto per il nascente “Museo di Alarico”. Tuttavia, i lavori, a causa della mancata autorizzazione di inizio scavi, vengono bloccati due giorni dopo l’inizio degli stessi, dal Ministero dei Beni Culturali. La nostra provincia spera vivamente nel riavvio di questa ricerca così da poter valorizzare ancora di più il nostro patrmonio culturale e così da poter avere una conoscenza più approfondita su chi, nei secoli precedenti, ha lasciato un’impronta nel nostro Paese.

DANILO SAPORITO

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